Via Crucis (Santa Casa di Loreto)



Testo della Via Crucis
Nel nome del Padre, e del Figlio,
e dello Spirito Santo.
Amen.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Prima stazione: Gesù è condannato a morte
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Giovanni 19,6-7.12.16
Come videro Gesù, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo. Io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo la legge deve morire perché si è fatto Figlio di Dio». Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà, ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui non sei amico di Cesare; chiunque si fa re si mette contro Cesare». Allora lo consegnò a loro perché fosse crocifisso.

Meditazione
Gesù è condannato a morte, nessuno prende le sue difese. Nessuno si commuove davanti all’innocente. Poco tempo prima, a Gesù era stata condotta una donna sorpresa in adulterio: già molti stringevano in mano le pietre, pronti a colpirla per il suo peccato. Egli li aveva smascherati, mostrando quanto fosse ingiusto giudicare senza prima guardare nel proprio cuore, senza riconoscere le proprie colpe. Gli uomini accusano e pronunciano sentenze, forse spinti dalla paura o dal bisogno di trovare per ogni disgrazia un colpevole su cui far ricadere tutto, così da mettere al riparo se stessi e non lasciarsi turbare nella coscienza.
Dio, invece, non gode del male, non cerca il colpevole per schiacciarlo: dalla colpa fa scaturire un appello alla conversione, una possibilità nuova di vita. La sua giustizia è luce che costringe a rientrare in se stessi, a prendere sul serio il proprio peccato per cambiare strada. La giustizia degli uomini ha portato il Figlio di Dio alla condanna. La giustizia di Dio, viene per salvare ogni uomo, anche al caro prezzo della morte del Figlio.

Abbi pietà di noi
quando preferiamo giudicare piuttosto che cercare di capire.
Abbi pietà di noi
quando feriamo con parole che non lasciano spazio al pentimento e alla ripartenza.
Abbi pietà di noi
quando troviamo gusto nella vendetta invece che nel perdono.
Abbi pietà di noi.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Seconda stazione: Gesù è caricato della croce
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Matteo 27,27-31
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti. Poi lo condussero via per crocifiggerlo.

Meditazione
La croce posata sulle sue spalle è gravosa perfino per un uomo giovane e robusto come lui. Un giorno Gesù aveva domandato a chi lo seguiva di prendere la propria croce e camminare dietro a lui; ora è lui che prende addosso il peso che gli uomini gli scaricano sulle spalle. Nella sua croce raccoglie tutte le nostre: la violenza accumulata nei secoli, le lacrime di un mondo ferito. Forse a questo pensava il Battista quando lo indicava dicendo: «Ecco l’Agnello di Dio, colui che porta il peccato del mondo».
Ti contempliamo, Gesù, curvo sotto un fardello che non ti appartiene. Lo assumi liberamente, per alleggerire noi, per riportarci alla salvezza, per restituirci la possibilità di una vita portata ogni giorno, con te, nella forza e nella speranza.

Dona la tua forza, Signore,
ai genitori che sostengono fatiche gravose nelle loro famiglie,
Dona la tua forza, Signore,
a chi subisce una condanna ingiusta,
Dona la tua forza, Signore,
a chi sperimenta ogni giorno la pesantezza della solitudine e del timore per il domani.
Dona la tua forza, Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Terza stazione: Gesù cade la prima volta.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro dei Salmi 41,6-10
I miei nemici mi augurano il male: "Quando morirà e perirà il suo nome?" Chi viene a visitarmi dice il falso; il suo cuore cova malizia e uscito fuori parla male. Tutti insieme, quelli che mi odiano contro di me tramano malefici. Hanno per me pensieri maligni: "Uno spaventoso male l'ha colpito; dal letto dove giace non potrà più rialzarsi". Anche l'amico in cui confidavo, che con me divideva il pane, contro di me alza il suo piede.

Meditazione
Gesù crolla a terra: è stremato dai colpi e dalle umiliazioni. Non è un incidente, non è cattiva sorte: qualcuno ha preparato questa caduta, l’ha voluta. Da tempo, mentre predicava e guariva, non pochi si erano sentiti infastiditi dalla sua franchezza, dai suoi gesti di misericordia. Trappole, insidie, complotti: c’era chi cercava il modo di screditarlo e perfino di sopprimerlo.
Ora Gesù sperimenta l’amarezza dell’essere rifiutato, del vedere il bene ricambiato con il male, la ferita del tradimento di chi è stato vicino. L’inciampo che lo fa cadere è posto da coloro per i quali sta donando la vita. Non ritira però il suo dono: accetta l’ingratitudine, si lascia umiliare, poi si rialza. Un ostacolo può interrompere il cammino, ma non può bloccare il suo amore.

Liberaci, Signore,
dal compiacimento per il male che tocca gli altri.
Liberaci, Signore,
dalla durezza di cuore verso chi è caduto.
Liberaci, Signore,
dall’invidia che spegne in noi la gioia per il bene altrui.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Quarta stazione: Gesù incontra sua madre.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Luca 2,33-35
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione. E anche a te una spada trafiggerà l'anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

Meditazione
Nel Vangelo non è riportato un incontro tra Gesù e sua madre sulla via del Calvario, ma vien facile pensare che Maria non abbia abbandonato suo figlio nella sofferenza delle ultime ore e che, prima di essere rigato di lacrime sotto la croce, il suo sguardo gli abbia donato forza e amore nella fatica di salire verso la morte. Erano passati tanti anni da quando con tenerezza Maria aveva avvolto il suo bambino in fasce e lo aveva deposto nella mangiatoia. Lo aveva protetto, custodito, sapeva che anche allora non era necessario capire, ma esserci, circondarlo del suo amore materno. Anche lì, su quella strada di dolore, il cuore di una madre non può comprendere il perchè di tanto odio per suo figlio, può solo esserci, soffrire insieme con lui, avvolgerlo ancora  col suo amore, condividere il suo dolore ma anche il suo dono, quel sì al Padre che lei stessa, da quel giorno a Nazaret, gli aveva insegnato.

Maria, rimani vicino
a tutte le madri che vivono accanto a un figlio malato o afflitto,
Maria, rimani vicino
alle madri che tremano per i figli lontani,
Maria, rimani vicino
A tutte le mamme che si sentono impotenti di fronte alle scelte sbagliate dei figli
Maria, rimani vicino

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Quinta stazione: Gesù è aiutato dal Cireneo
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Marco 15,21
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.

Meditazione
Quest'uomo di Cirene ha passato la storia per essersi trovato proprio in quel momento sulla via del condannato. Sappiamo il suo nome, Simone, e quello dei suoi figli, Alessandro e Rufo. E questo ci dimostra che la comunità che scrive il Vangelo conosce bene questa famiglia e avrà sentito molte volte dalla bocca dei figli divenuti cristiani questo racconto.
Gesù aveva invitato le folle a portare i pesi gli uni degli altri perché sapeva che a volte il fardello che la vita ci pone sulle spalle è troppo gravoso per portarlo da soli. Lui stesso nella sua vita ha sperimentato il bisogno e il sollievo di essere aiutato, quando Marta e Maria, i suoi apostoli o le donne che lo seguivano, si erano presi cura di lui, dandogli da mangiare, un posto e del tempo per riposare.
Gesù ha conosciuto l'amicizia e l'aiuto fraterno, Le spalle forti di Simone sono l'ultima risposta a quel bisogno che l'uomo Gesù ha voluto sperimentare nella sua vita terrena. Il Cireneo è per noi esempio e incoraggiamento a portare i pesi gli uni degli altri, certi che sempre avremo Gesù come compagno di cammino.

Fa sentire il tuo aiuto, Signore.
A chi vive situazioni di violenza e di guerra,  
Fa sentire il tuo aiuto, Signore.
A chi deve abbandonare il suo paese,
Fa sentire il tuo aiuto, Signore.
A chi è malato nei nostri ospedali,
Fa sentire il tuo aiuto, Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Sesta stazione: La Veronica asciuga il volto di Gesù
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia 53,2-3
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. Non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia. Era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Meditazione
La tradizione dà il nome di Veronica a questa donna perché quella che si è impressa sul suo panno sarebbe la vera immagine, la vera icona del volto di Gesù. Non c'è nei Vangeli, ma rappresenta il nostro desiderio di fissare, di custodire, di consolare e amare ogni volto che ci troviamo ad incrociare, soprattutto quello di chi, come Gesù, sta portando una pesante croce.
Nel suo cammino instancabile lungo le strade del suo paese, Gesù si era sempre fermato davanti alle singole persone, ad ascoltare storie di vita, guardare i volti, uno alla volta. Aveva distinto tra la folla la donna che perdeva sangue e aveva toccato il suo mantello per ricevere la guarigione. Aveva sentito la voce del cieco tra i tanti che gridavano a lui. Aveva accarezzato i bambini, rialzato e consolato un volto alla volta. Ora è lui ad essere sfigurato dal dolore. La corona di spine riga il suo volto di sangue, ma la Veronica lo asciuga con dolcezza, con quella delicatezza di donna che sa portare sollievo nella sofferenza. Quel volto rimane impresso nel panno, perché nulla di ciò che è fatto per amore può essere dimenticato.

Dona il tuo sguardo, Signore,
A chi cerca la pace e la difesa dei più piccoli.
Dona il tuo sguardo,
Signore, A chi ogni giorno incontra dolore e morte.
Dona il tuo sguardo, Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Settima stazione: Gesù cade per la seconda volta.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal profeta Isaia 53,4-6
Eppure, egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di Lui. Per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di Lui l'iniquità di noi tutti.

Meditazione
Gesù cade ancora perché la croce è troppo pesante. Tutta la sua vita era stata un impegno a rialzare le persone. Al paralitico aveva ridonato la possibilità di camminare e la pace del cuore. Alla donna curva la possibilità di guardare in alto. All'adultera una nuova speranza e a Lazzaro altri giorni di vita. Era passato beneficando e sanando sempre prendendo la mano di malati lebrosi e peccatori per rialzarli ora è lui a terra le sue forze di uomo stanno finendo e anche la sua dignità sembra calpestata ma c'è ancora strada da fare e il suo amore deve arrivare fino alla fine cade per la sua debolezza ma riprende il cammino per donarci la forza cade come tutti noi partecipa in tutto alla nostra umanità per farci sapere che quando ci sentiamo faccia a terra, stanchi, delusi, rassegnati, forse disperati, Lui è lì con noi e quella non è la fine del viaggio, ma solo una tappa, benché dolorosa, verso la Pasqua.

Aiutaci, Signore.
A rialzare, a promuovere, a sostenere.
Aiutaci, Signore.
A non abbandonare o deridere chi si trova a terra.
Aiutaci, Signore.
Sentirti vicino nel dolore. Aiutaci, Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Ottava stazione: Gesù incontra le donne di Gerusalemme.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Luca 23,27-29.31
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli... Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?»

Meditazione
Gesù incontra le donne di Gerusalemme che lo accompagnano con il loro pianto. Pur provato si ferma, scambia alcune battute con loro perché conosce il valore delle lacrime. Anain aveva risuscitato un ragazzo perché commosso dal pianto della madre. Nella casa di Simone il lebroso aveva sentito il calore delle lacrime della peccatrice sui suoi piedi e a Betagna aveva pianto anche lui per la morte dell'amico Lazzaro. Dio prende su serio le nostre lacrime e come dice un salmo le raccoglie nel suo otre. Nessuna va perduta. Ha proclamato beati gli afflitti e tra essi coloro che sanno piangere insieme agli altri, provare compassione. Bombardati da immagini e storie tristi, abbiamo forse perso la capacità di piangere. Formati al primato dell'apparire e dal dover essere sempre felici, ci vergogniamo ormai anche delle nostre lacrime.

Consola, Signore.
Le donne che piangono, vittime di violenza e umiliazione.
Consola, Signore.
I bambini che piangono, rimasti soli e senza amore.
Consola, Signore.
Gli uomini che piangono, lontano dai propri cari. Consola, Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Nona stazione: Gesù cade per la terza volta.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dalla seconda lettera di San Paolo ai Corinzi 5,19-21
Era Dio che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in Lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

Meditazione
Ancora una caduta sulla via della croce. Poco prima di essere consegnato alla morte, Gesù aveva detto, se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo. Se invece muore, produce molto frutto. La caduta del figlio di Dio non è per la morte, ma per dare frutto. Il suo essere immerso nella terra insegna che anche la fine, se vissuta nell'amore, è in realtà l'inizio di qualcosa di nuovo, la possibilità che diamo all'alba di sorgere dalla notte, al germoglio di nascere dalla terra. Abbiamo paura di invecchiare, di sentire che le forze vengono meno. Accettiamo con fatica e rassegnazione veder passare un po' alla volta quello che abbiamo costruito e per cui abbiamo vissuto. Ma questa è la regola di ogni vita e non c'è altra strada per far vivere chi viene dopo di noi che tirarci da parte, che accettare il nostro tramonto. Ed è anche l'unica strada perché la nostra vita porti frutto, perché è diventata dono, perché non trattenuta ma consegnata all'infinità dell'amore di Dio. Sì, Gesù è caduto, per tre volte, ed è infine caduto nell'abisso della morte. Ma questo ha significato vita per tutti noi e vittoria sull'ultimo nemico, la morte.

Aiutaci, Signore,
A invecchiare ad accettare l'indebolimento delle forze.
Aiutaci, Signore,
A credere nella forza del seme che morendo porta frutto.
Aiutaci, Signore.
A consumarci, ma per splendere e dare vita agli altri.
Aiutaci, Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Decima stazione: Gesù è spogliato delle sue vesti.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Giovanni 19,23-24
I soldati presero le vesti di Gesù, ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamola a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura... «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte».

Meditazione
Gesù è arrivato sul Calvario, ma ora al dolore fisico si aggiunge l'umiliazione di essere denodato, perché viene privato dell'ultimo riparo del suo corpo, dell'ultima custodia della sua dignità. La sera prima era stato lui a deporre la veste, ma per inginocchiarsi e lavare i piedi ai suoi discepoli, mostrando così di essere venuto per servire e di essere pronto a deporre nello stesso modo la sua vita. La spogliazione del calvario gli fa provare uno dei dolori più grandi che una persona può provare, quello di sentirsi calpestata nella sua dignità, derisa, umiliata. Ed è un dolore che rimane stampato nell'animo, impossibile da dimenticare, difficile da perdonare. Sentirsi colpiti nella reputazione, nella dignità, diventati oggetto di derisione o di piacere, di commiserazione o facile ironia, è essere sul Calvario con Gesù. Lui l'ha vissuto e lo comprende.

Sostieni Signore
Chi si sente deriso, umiliato da chi credeva amico.
Sostieni Signore
Chi è vittima di bullismo, di strumentalizzazione, di abuso.
Sostieni Signore Chi si sente violato nella sua intimità fisica o spirituale.
Sostieni Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Undicesima stazione: Gesù è inchiodato sulla croce.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Marco 15,25-27
Erano le nove del mattino quando crocifissero Gesù. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: “Il re dei Giudei”. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

Meditazione
Gesù è ora crocifisso, le sue mani e i suoi piedi traffitti dai chiodi. La sofferenza deve essere stata grande, ne aveva avuto anche lui paura nel Gezzemani, fino a sudare sangue. Gesù sa che l'amore può essere rifiutato, conosce la potenza del male che rende ciechi e sordi di fronte al fratello. Lo aveva preannunciato più volte ai suoi apostoli, dicendo che avrebbe dovuto soffrire e morire, ma che quella sua sorte scandalosa non sarebbe stata la fine. Sulla croce Gesù conosce tutta la sofferenza, fino a gridare a suo padre «Perché mi hai abbandonato?» Cosa serve soffrire? Dove conduce tanto dolore? Hai forse bisogno o Dio, Padre buono, che i tuoi figli soffrano? Gesù sulla croce non ha ricevuto risposta a queste domande, come non la riceviamo noi, ma è rimasto su quella croce, forte della libertà dell'amore che tutto dona e perdona. Ha attraversato quella sofferenza affidando al Padre il suo ultimo respiro. Certo che Dio è più forte del male e della morte.

Stai vicino Gesù.
A chi si sente abbandonato da tutti.
Stai vicino Gesù.
A chi è in carcere, inchiodato alle sue colpe.
Stai vicino Gesù.
A chi vive la sofferenza di non saper perdonare. Stai vicino Gesù.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Dodicesima stazione: Gesù muore in croce.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Giovanni 19,28-30
Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero quindi una spugna imbevuta di aceto in cima ad una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “È compiuto!” E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Meditazione
È arrivata la fine anche per Gesù. Nel Vangelo di Giovanni prima dell'ultima cena troviamo la spiegazione dei giorni della sua passione e morte dopo aver amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine Gesù è arrivato alla fine della sua vita terrena ma così ha realizzato anche il fine del suo venire nel mondo ci ha mostrato fin dove arriva l'amore del Padre. Sulla croce si è consegnato alle mani dell'uomo che lo uccideva e alle mani del Padre, capace di trasformare quell'esito di morte in nuova vita per tutti. L'amore tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. È l'amore a non avere mai fine. Anche noi saremo inghiottiti dalla morte, ma grazie a Gesù troveremo proprio in quell'abisso una porta aperta nella vita vera e piena che ci attende. Con la sua morte Gesù ha sconfitto la morte. No, l'eternità non è nel ricordo pietoso di chi ci ha voluto bene, per quanto consolante sia poterlo immaginare. L'eternità è entrare nella vita vera che l'amore di Gesù ci ha preparato.

Credo Signore
Che tu hai vinto la morte.
Credo, Signore.
Che tu ci vuoi tutti salvi nel tuo regno di luce.
Credo, Signore.
Che tu non ci abbandoni mai e che vivremo sempre con te.
Credo, Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Tredicesima stazione: Gesù è deposto dalla croce.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Giovanni 19,31-34
I soldati portarono via i corpi dalla croce. Venuti da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli trafisse il fianco con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.

Meditazione
Lo spettacolo di un morto crocifisso deve essere stato triste e terribile tanto più agli occhi di chi li voleva bene Per questo uomini e donne pietosi chiedono a Pilato di poter calare il corpo di Gesù dalla croce. I soldati vogliono accertarsi della morte e uno di loro con la lancia gli colpisce il fianco facendo uscire sangue ed acqua. Persino da morto Gesù subisce violenza e persino da morto fa dono di quel che c'è nel suo cuore. Quei segni di morte sono però anche gli elementi da cui nasce la vita, quella di ciascun uomo da sua madre, quella di ciascun credente dai sacramenti della Chiesa.

Aiutaci, Signore.
A non scoraggiarci mai 
Aiutaci, Signore.
a donare quello che siamo.
Aiutaci, Signore.
A scegliere l'amore, non la violenza, davanti a chi non sa e non può difendersi.
Aiutaci, Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...

Quattordicesima stazione: Gesù è deposto nel sepolcro.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo di Matteo 27,57-60
Giuseppe di Arimatea prese il corpo di Gesù, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose in un sepolcro nuovo scavato nella roccia. Dopo aver fatto rotolare una grande pietra davanti all’ingresso del sepolcro, se ne andò.

Meditazione
Come Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Aveva detto Gesù, paragonando se stesso all'antico profeta. È il momento del silenzio. Gesù viene sepolto. La grande pietra viene rotolata e tutto sembra finito. È il momento del silenzio, ma non della disperazione. C'è chi attende, chi ancora si dà da fare per quella sepoltura, chi tornerà presto, di buon mattino, a quel sepolcro, anche solo per piangere. Ma il silenzio dura tre giorni. Tre giorni durano il pianto e il lutto. In Gesù ogni nostra morte dura tre giorni. Anche la nostra vita qui è in fondo così breve e se ci guardiamo indietro ci sembra ingiusto vederla volare via. Ma da credenti anch'essa è un'attesa, una preparazione, una speranza della vita vera. La morte non ha trattenuto Gesù nel sepolcro più di tre giorni. Anche noi in Lui siamo fatti per la vita, quella che non avrà fine.

Aiutaci, Signore,
A camminare nella speranza.
Aiutaci, Signore,
A guardare il mondo con gli occhi della fede.
Aiutaci, Signore,
A fare ogni cosa con amore e per amore.
Aiutaci, Signore.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato, è appeso a un patibolo...


Gesù nella terra degli uomini sei il chicco di grano che muore,
nella tua morte appare la fecondità della vita.
Il sepolcro si spalanca
Tu non vai lontano, ma con il tuo spirito abiti nel cuore di ogni uomo
Al Tuo sepolcro corrono le donne e i tuoi discepoli
Ascoltano il misterioso messaggio
Ritornano nel storia
Raccontano, gridano, testimoniano e convertono
Dalla morte èprodigiosamente nata la vita
Fa che ognuno di noi, visitato dal dubbio, ptovato dalla tentazione
e scandalizzato dal male, corra al tuo sepolcro.
Fa' che ognuno di noi ascolti le parole degli angeli e gridi: 
"Davvero, il Signore è risorto!"
Concedici questa gioia grande che anticipa quella del paradiso.
Amen.


Padre nostro...

Preghiamo
Guarda, Dio onnipotente, l'umanità sfinita per la sua debolezza mortale e fa' che riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio, Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria,
l'artefice di tutto il creato,
è appeso a un patibolo.

Recita
Don Franco Mastrolonardo, Paola Ragni, Riccardo Cenci, Federica Lualdi, Talitha Castaldo, Andrea Procopio

 

 

 

 

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