Pozzo di Giacobbe - III domenica di Quaresima (Narrazioni bibliche)



III Quaresima – il pozzo di Giacobbe
Giacobbe mi ha scavato per trovare l’acqua e dare da bere alla sua famiglia e al suo bestiame. Sono un pozzo profondo, situato nei pressi della città di Sicar, alle falde del monte Garizim, dove ancora i samaritani salgono ad adorare il Dio vivente.

Io dono la vita alle famiglie nomadi e rappresento una posizione contesa tra tribù e clan di diverse provenienze perché dono la possibilità di vivere, in un territorio dove le precipitazioni sono piuttosto scarse. Attingere alla mia acqua è come abbeverarsi ad una promessa di vita e sono simbolo di una sapienza che proviene da Dio e sola può nutrire l’uomo. Non a caso mi ha fatto scavare Giacobbe il patriarca, colui che Dio ha benedetto, e da quel momento sono diventato un pozzo che rinnova il giuramento di Dio per la vita della discendenza eletta. La mia acqua simbolizza la parola con cui Dio pronuncia la promessa a favore della vita del popolo; la mia acqua viene attinta come si fa con la parola della Legge, che segna l’alleanza perenne, di vita, tra Dio e il suo popolo.

Ho però un desiderio, ancora insoddisfatto, ossia che la mia acqua, troppo spesso ferma e lontana dalla superficie, possa un giorno trasformarsi in una fonte capace di zampillare continuamente, senza sosta, fino alla vita eterna. Io, pozzo di acque ferme e scavato nella terra, potrò davvero trasformarmi in una fonte zampillante? Ci vorrebbe un altro Mosé, capace di percuotere col suo bastone sulle mie pareti, per far scaturire una voragine di acqua scrosciante.

Ma mentre son qui a pensare a questi miei desideri impossibili, ecco che un uomo giudeo si è fermato presso di me, stanco del viaggio e, incontrando una donna samaritana, ha incominciato a parlare con lei proprio dell’acqua del pozzo, della mia acqua. Lui afferma di poter dare acqua viva: “l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che zampilla per la vita eterna”: potrà davvero lui compiere questo mio desiderio?

Come vorrei essere sempre vicino a lui, per sentire il rumore di queste acque vive, che rendono gli uomini adoratori del Padre nella verità. È Lui lo spazio di questa adorazione, il luogo in cui la mia acqua potrà finalmente trovare il suo corso e zampillare senza più ostacoli, senza nemmeno la fatica di dover essere attinta, per generare sempre nuova vita.  Sono contento che la donna se ne sia andata lasciando qui la sua brocca. Non le serve più ormai. Sa dove andare, per attingere l’acqua viva.

Recita
Don Davide Arcangeli

Musica di sottofondo
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Le narrazioni bibliche di questa praylist sono tratte dalla rivista Servizio della Parola
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