I Quaresima – Deserto
Mi estendo per monti e valli che, alle improvvise e rare piogge, formano uadi impetuosi: la mia roccia non è in grado di raccogliere l’acqua, troppo dura ormai. A est di Gerusalemme scendo verso il Giordano e verso l’antichissima città di Gerico e qui prendo il nome da quella tribù a cui questo fazzoletto di terra è stato assegnato da Dio e dal suo servo Mosé. Sono il deserto di Giuda.
In un momento molto particolare della mia storia, dopo secoli di attesa, ho percepito il fremito dello Spirito mentre sospingeva Gesù di Nazareth, il messia di Israele, all’interno del mio territorio. Ho visto carovane di pellegrini salire da Gerico a Gerusalemme, nelle ore meno assolate della mattina; ho visto mercanti, leviti e sacerdoti scendere da Gerusalemme a Gerico, dopo la Pasqua o le Capanne o altri momenti di festa. In me abitano ancora tribù beduine, con pecore e capre al pascolo, nei pochi punti di ristoro che le acque e i pozzi formano nella mia terra: essi mi ricordano tanto quegli ibrim che ormai quattromila anni fa mi hanno attraversato per quarant’anni. La loro fiducia che quel Dio che ogni giorno li nutriva con poche cose - una resina delle piante e un po' di acqua delle oasi - avrebbe loro un giorno donato una terra fertile, mi aveva profondamente stupito.
Mai però mi era capitato di vedere un uomo così. Quaranta giorni e quaranta notti, nella fame e nella sete, assistito solo dall’amore e dalla Parola di Dio, Gesù di Nazareth attraversa la fragilità e l’esposizione della sua carne e proprio lì, in quella debolezza, trova il senso del suo essere Figlio. Proprio con la mia scabra e pietrosa ospitalità, io ho aiutato Gesù a non nutrirsi della sua immagine, ma a trovare in sé stesso l’immagine del Padre. Così non si è lasciato sedurre dalla possibilità di essere ammirato per la potenza delle sue parole e dei segni di guarigione. Non ha reso nessuno dipendente da un idolo narcisista, ma ha creato la possibilità di una relazione d’amore. L’unico suo potere è l’onnipotenza di un amore che non possiede ma apre spazi e tempi nuovi di relazione. È il Regno del messia che qui, dentro di me, è stato inaugurato.
Recita
Don Davide Arcangeli
Musica di sottofondo
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Le narrazioni bibliche di questa praylist sono tratte dalla rivista Servizio della Parola
Si tratta di una rivista aggiornata e con tante proposte nuove. Nel solco della sua lunga storia, per ogni domenica e solennità trovi innanzitutto una lettura spiegata della Parola, che ti aiuta a coglierne il messaggio unico e il filo che tiene insieme le letture bibliche. Accanto a questo ci sono uno sguardo sulle sfide pastorali del momento e un approfondimento dedicato a un tema specifico; poi alcune riscritture e meditazioni narrative sulla Bibbia — arricchite dal contributo prezioso di Ermes M. Ronchi — insieme a suggerimenti pratici per vivere bene la celebrazione e per proclamare in modo chiaro e corretto le letture. E non mancano due schede operative con indicazioni su cosa dire e quando dirlo, pensate per le diverse figure ministeriali durante le varie tappe della celebrazione.
La novità più interessante? Una sezione completamente nuova che offre una guida pronta all’uso per celebrare la Parola anche quando non c’è un presbitero, con la possibilità di essere presieduta da laici. Uno strumento utile non solo in queste situazioni, ma anche per momenti di preghiera, formazione, gruppi di ascolto, meditazioni e celebrazioni comunitarie feriali.