Matteo 4,1-11 con commento



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 4,1-11

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Meditazione
Paolo Curtaz

Si ringrazia l'Autore per la gentile concessione dell'utilizzo dei contenuti digitali

Meditazione
E così inizia di nuovo un cammino di quaresima, 40 giorni in cui ci prepariamo a celebrare la Pasqua, gettiamo via le maschere e iniziamo questo tempo che è un tempo particolare, intenso, bello, fecondo. Siamo di nuovo in quaresima, cioè un tempo di deserto, un tempo di silenzio, un tempo in cui rientrare in noi stessi e Dio solo sa di quanto bisogno abbiamo di questo, di quanto bisogno abbiamo di fare argine.

La quaresima è un tempo in cui ci diamo la possibilità, diamo la possibilità alla nostra anima di riappropriarsi di quello che siamo, in cui diamo la possibilità a tutto il nostro dentro di venire fuori perché siamo storditi, intossicati, travolti da tutto quello che succede e da tutto quello che può distruggere il nostro cuore e la nostra anima. Ecco perché abbiamo un bisogno urgente di deserto, di silenzio, di verità.

Benvenuti in questa quaresima. Abbiamo purtroppo interiorizzato l'idea che la quaresima sia il tempo della mortificazione, dei fioretti, come dire ah sì giusto siamo in quaresima quindi che ne so salto il cioccolatino dopo il caffè oppure che ne so mi metto a...

Metter da parte un po' di soldini per poi dare alla fine della Quaresima le missioni fatte, perché molte chiese del Terzo Mondo vivono grazie alla piccola generosità delle nostre ormai un po' stanche comunità. Ok, ci sta, bene, è così, ma in realtà non è il tempo della mortificazione, non è il tempo del piccolo sacrificio, del piccolo cabotaggio, al contrario, è l'esatto opposto, è il tempo in cui, come dire, mettiamo un punto fermo alla nostra vita. E cadendo sempre in preparazione alla Pasqua, quindi è come prepararsi a una grande festa, non è una roba di cui vergognarsi, di uffa siamo di nuovo lì, perché abbiamo una visione piccina più che un tempo della mortificazione, un tempo della vivificazione, sì, ok, ci sono delle cose che probabilmente dobbiamo lasciar cadere, lasciar mollare, il giudizio degli altri, la fretta, la... La cattiveria, il piccolo dittatore che c'è in me, quello lasciatelo morire, ma quante altre cose invece dobbiamo vivificare, cioè fare in modo che di nuovo fioriscano, fare in modo che di nuovo ci diano un senso alle cose che facciamo. Perciò è interessante perché la Chiesa ci propone in questi 40 giorni alcune cose importanti, in particolare tre pilastri, tre indicazioni che ci possono essere d'aiuto. La preghiera, il digiuno e l'elemosina. La preghiera anzitutto, perché se io vi consiglio sempre, e cerco di farlo anch'io, non faccio il grillo parlante di Pinocchio, se la Chiesa ci propone una preghiera quotidiana, 10 minuti, in cui ritagliate un pezzo di tempo, in una giornata ci sono 1140 minuti, se ne togliete 10 ve ne restano 1130 minuti, per ascoltare la parola, magari il Vangelo del giorno, ormai ci trovo ovunque, sui social, ovunque trovate il Vangelo del giorno con un commento, c'è anche il mio se lo desiderate, però è vero che questo ritmo quotidiano a volte si perde, ecco, questi 40 giorni forse sono il tempo in cui un po' intensificare la preghiera o tornare a dire no, per me è importante assolutamente la preghiera. E poi abbiamo l'elemosina, l'elemosina che copre una moltitudine di peccati, dicevano i padri. Anzitutto date l'elemosina al vostro tempo, se fate volontariato fatelo più volentieri, se non avete la possibilità però magari potete condividere un po' del vostro tempo, del vostro cibo. Lemosina fatela però con intelligenza, nel senso che ci sono grazie al cielo delle strutture che vanno ovviamente vagliate, che aiutano dalle Caritas, alle associazioni laicali oppure a Emergency o a San Frontier, l'importante è che noi togliamo un po', rinunciamo a qualcosa di non essenziale per aiutare i tantissimi che non hanno l'essenziale, infine questo tempo di quaresima ci viene suggerito, ci viene consigliato di fare un po' di digiuno. In teoria il digiuno è il venerdì togliere la carne, che fa un po' sorridere in questo tempo in cui sono tutti vegani e vegetariani, però abbiate capito. E poi il venerdì santo e il mercoledì delle ceneri, che abbiamo appena celebrato, siamo stati invitati a saltare un pasto, a tenerci leggeri. Ma quanti digiuni possiamo fare? Adesso vi dico una cosa sconcertante, ad esempio spegnere per mezza giornata il cellulare. Non ci trovano! Però siamo un po' dipendenti, io per primo da questo. Oppure digiunare, che ne so, da stordirci la sera davanti alla tv. Oppure, che ne so, rinunciare a qualche sigaretta per fare due passi nell'aria pura. Cioè rinunciare per qualcosa. Il digiuno non è finalizzato sempre per dire wow, guarda come sono diventato maestro di me stesso, ma al contrario per fare un cammino di liberazione interiore, per dirci che cosa è veramente necessario.

E in questa prima domenica di Quaresima, come tutti gli anni, abbiamo la pagina delle tentazioni, in questo caso nella versione di Matteo. Luca e Matteo amplificano la piccola annotazione di Marco, cioè Gesù prima di iniziare il suo mandato si prende un tempo di riflessione, un ritiro spirituale e lì nel deserto, certo c'è un richiamo enorme ai 40 anni passati nel deserto, il deserto che è la nostra vita, al popolo che non sa tanto dove andare, anche Gesù solidale, ricordate il battesimo con Israele, prende questo tempo ed è interessante perché in questo tempo che Gesù si prende e deve scegliere. La tentazione, le tentazioni o come se Matteo e Luca sintetizzassero in quei 40 giorni tutte le scelte, le fatiche, le cose non scontate che dobbiamo fare nella nostra vita. Tutti noi pensiamo sempre alla tentazione, che tentazione questo dolce, ma no che scemata, la tentazione è qualcosa di radicale, di forte, una scelta che ci destabilizza, ci mette davanti a qualcosa di importante, di unico, di straordinario. E' interessante perché appunto Luca e Matteo sintetizzano in tre momenti le tre tentazioni, interessante perché Gesù ha fame, a un certo punto anche lui si rende conto che c'è qualcosa da fare, che bisogna occuparsi, ed è interessante perché come soluzione al problema, alla tentazione, cosa fa l'avversario? Cita la parola di Dio. Quindi possiamo conoscere benissimo la parola di Dio e andare nella direzione opposta. Ed è interessante perché sintetizzano Luca e Matteo in tre grandi gruppi, la tentazione del pane, la tentazione della gloria, del riconoscimento e la tentazione di una visione miracolistica di Dio e della fede, che sono esattamente le tre categorie in cui io mi ritrovo. E che probabilmente in questo tempo di quaresima posso provare a fare il punto della situation. La tentazione del pane, che è l'ossessione che a volte abbiamo delle cose, cioè del cibo, della casa, dell'auto, del vestito, tutte cose belle, vestitemi bene, mangiate bene, abitate in un posto bello, ma che non sono un idolo, non possono colmare il nostro cuore. Noi siamo più di ciò che possediamo e di ciò che possiamo fare. La tentazione della gloria, che vuol dire essere appesi al giudizio degli altri. L'avversario dice a Gesù, ma no, ma devi pure metterti d'accordo con i potenti di questa terra, devi pure fare dei compromessi. Quante volte noi elemosiniamo un like, l'approvazione degli altri, invece di orientarci a Dio che ci vede per quello che siamo. E infine la tentazione di una visione miracolistica di Dio, io so cos'è la mia felicità, che Dio si adegui, io so dove va la mia strada, il mio cammino, che Dio lo realizzi ed è un po' una visione superstiziosa della fede che posso dirlo onestamente ancora abita al cuore di molti, non voi, gli altri. Ecco, ci troviamo in questo inizio, mentre il sole finalmente lambisce le mie fredde montagne, la primavera si staglia all'orizzonte, così la Pasqua, ma prima dobbiamo fare un percorso di autenticità, se lo volete. 40 giorni, finalmente il deserto, finalmente l'opportunità, se lo vogliamo, ancora una volta di scoprirci amati. 

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