Testo della catechesi. I parte
Netta correlazione l'autore per quanto riguarda l'autore è adesso faremo una breve questione preliminare e poi entreremo in questioni più specifiche riguardanti la lettera ancora una volta cercheremo di essere attenti molto i particolari prima di tutto, dirò che dobbiamo ancora una volta scindere nettamente questioni come autenticità e ispirazione e canonicità.
Il fatto che per esempio, io ritenga che con buona probabilità si tratti di una lettera deuter Paolina, non cioè appartenente al grande corpo scritto e dipendente direttamente da Paolo non vuol dire che essa non sia né ispirata che non sia canonica perché l'autenticità è un altro tipo di discorso il passaggio dell'ispirazione avviene anche attraverso figure, magari anonime che hanno dato origine a un testo biblico.
Pensate un po' nell'Antico testamento Di Mosè si dichiara che è tutto il pentateuco l'abbiamo già ricordato compresa la descrizione della sua morte e del luogo che non si sa dove sia della sua sepoltura cosa evidentemente poco probabile secondo abbiamo attribuito a Salomone il Coelet che è una un testo sicuramente molto diverso dalla concezione eh di della cultura di Salomone del tempo in cui è vissuto Salomone a Salomone è attribuito per esempio anche il libro della Sapienza che hai scritto in greco 1000 anni dopo Salomone
A Salomone è attribuito anche il Cantico dei Cantici dalla tradizione naturalmente dobbiamo su questo ricordare sempre che il riferimento a un autore non è da fare nella stessa maniera con cui noi ci riferiamo al copyright La nostra visione è ben diversa da questa visione dell'antico oriente nella quale la paternità poteva essere anche soltanto la paternità di riferimento remota Mosé Salomone, due grandi personaggi della storia della er tradizione ispirata ai quali diventano anche autori di coloro che sono e diventano autore specie di quelle opere che sono in realtà frutto della loro scuola o anche semplicemente dell'e col lontana che ha attraversato o perforato i secoli Paolo è in scena in questa lettera però potrebbe trattarsi appunto di una pseudonmia del tentativo di rapportare la lettera a quella scuola al proprio maestro al proprio orizzonte. La lettera comincia così Paolo apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio e il fratello Timoteo insieme con lui naturalmente ai santi e ai fedeli fratelli in Cristo dimanti in colossi e il titolo della lettera ma Paolo riappare anche nell'interno del versetto 23 restiate purché restiate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel Vangelo che avete ascoltato il quale è stato annunziato ad ogni creatura sotto il cielo e di cui io Paolo sono diventato ministro Paolo è in scene in prima persona ritroviamo ancora prendiamo il capitolo quarto al versetto 18 il saluto è di mia propria mano di me Paolo.
Ricordatevi delle mie catene Paolo quindi prigioniero alcuni pensano prigioniero già a Roma altri dicono no prigioniero durante quella prigioneia che ebbe forsefeso altri ancora pensano prigioniero mentre era Cesarea Marittima, dove resta lungamente prima di essere trasferito sotto i procuratori romani che l'avevano arrestato prima di essere trasferito a Roma, dato che egli aveva appellato la Suprema cassazione romana per il suo processo. A prima vista, perciò la conclusione sarebbe semplice la lettera è stata scritta da Paolo durante una di queste prigioni e tant'è vero che queste lettere vengono chiamate tradizionalmente le lettere della cattività nella prigione di Pa. D'altra parte troviamo anche dei temi Paolini bisogna sicuramente dirlo e alcuni autori sono convinti che l'autore sia Paolo e non alcuni studiosi.
Temi Paolini, abbiamo delle notizie autobiografiche disperse abbiamo il tema dell'in cosiddetto indicativo e della salvezza l'imperativo dell'etica detto in maniera più semplice da un lato c'è l'affermazione della salvezza operata da Cristo da da cui romana profluisce consegue l'imperativo della morale
Se tu sei stato salvato, devi compiere così queste opere c'è per esempio proprio nell'interno a questo proposto potremmo vedere il capitolo terzo versetto terzo e il versetto cinque voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio attenzione bene a questa parola voi siete morti.te è un evidente indicativo avete partecipato alla morte salfica di Cristo siete morti al peccato secondo nel versetto cinque dello stesso capitolo mortificatevi dunque mortificate in quella parte di voi che appartiene alla terra come vedete avete subito dopo l'imperativo impegnatevi a far morire l'uomo peccatore l'uomo della terra oppure avete un altro tema che è tipicamente Paolino, questo basta soltanto avere un po'' di conoscenza della lettera ai romani soprattutto il capitolo sesto per sentire la sintesi del pensiero di Paolo in un versetto solo il battesimo è partecipazione alla morte di Cristo è come scivolare nella morte salfica del Cristo stesso per partecipare nella sua resurrezione due ver capitolo due versetto 12º Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo in lui anche siete stati insieme resuscitati per la fede nella potenza di Dio che lo ha resuscitato dai morti e la sintesi delle prime battute del capitolo sesto romani tra l'altro un quel insieme su in greco con Cristo in maniera simbiotica, cioè in simbiosi piena con la sua stessa esperienza ed esistenza per cui il battesimo è riprodurre efficacemente l'azione salvifica di Cristo ancora possiamo per esempio vedere la classica triade Paolina delle virtù la fede la speranza e la carità, proprio in apertura alla lettera capitolo primo versetti 45 Paolo ringrazia per le notizie ricevute della vostra fede in Cristo Gesù della carità che avete per verso tutti i santi in vista della speranza che vi attende nei cieli, la triade si ricompone tre stelle teologali come si dice detto questo si potrebbe concludere che quindi la lettera è di Pa a me interessa non tanto sciogliere questo enigma ho già detto qual è il mio parere, ma mi interessa mostrare come vedete la lettera rispecchi comunque sia l'autore e il pensiero Paolino siamo nell'ambito di un circolo, quindi Paolino di una serie di chiese che hanno avuto una formazione di tipo teologico Paolino, però ecco questo però bisogna sottolinearlo con una certa insistenza della seconda parte della mia considerazione la parte dominante perché ci permette di approfondire la lettera questa lettera alla fine dirò che cos'è mai questa città, anche perché colosse o colossi è una città sicuramente non più reperibile nelle carte geografiche della Turchia attuale, almeno in quelle generali di ordine generale, non quelle molto specifiche, carte storico-archeologiche
Cominciamo prima di tutto con una considerazione di tipo letterario, cioè vediamo un po'' come scrive questo autore è una delle prime operazioni che si devono fare per sapere se noi abbiamo uno scritto anonimo o sapete che non è vero che uno scritto è del tutto anonimo, anche se non è firmato ognuno ha il proprio stile non solo perché ha una una grafica particolare nello scrivere una calligrafia, ma perché ognuno ha un suo modo di esprimersi ha una sua possibilità di auto identificazione anche quando è sorvegliatissimo, non si accorge che lascia a cadere una parte del suo vocabolario caro specifico a una tourn di una giro della frase che Lepro ecco qui troviamo delle cose sorprendenti pensate Attraverso la critica interna, come si dice alla lettera ci si accorge che ci sono 34 parole che sono solo nella lettera Colossese e non ricorrono mai in tutto il resto del nuovo testamento un autore originale, quindi non ci sono mai sono parole rilevanti
Ne abbiamo 28 poi che sono solo in colossesi e mai nel resto dell'epistolario Paolino certo supponiamo lettere romani Corinzi Galate l'episto classico ancora non troviamo per esempio la parola di Causune è un po' la bandiera di Paolo il vessillo di Paolo questo è il segnale su è il tema centrale del suo messaggio e vocaboli affini abbiamo già visto che anche negli Efesini se c'è questo vocabolo indica soprattutto che cosa indica soprattutto la giustizia morale, non la giustizia di Dio che che ci salva la giustizia salfica non troviamo termini come legge non troviamo il verbo credere pisteay non troviamo il tema dell'obbedienza abbiamo il tema delle opere, ma in una maniera tutta particolare. Le opere in Paolo sapete la reazione di Paolo sentendo il concetto di opere è subito una reazione provocatoria, perché lui ha da combattere una certa concezione della salvezza attraverso le opere. E non attraverso il dono della grazia qui invece le opere sono presentate in modo positivo delle rare volte che viene usato questo te inoltre troviamo un'altra scoperta leggendo attentamente la lettera provate anche voi Voi vedete che c'è non è mai espresso il desiderio di un rapporto personale con gli interlocutori. ce ciò una certa distanza, Paolo invece coi suoi interlocutori era sempre diretto e immediato qui si considera un problema vedremo la prossima volta un problema grave l'eresia di colosse eresia dei Colossees ma non lo si fa in una maniera così diretta così dal vivo dall'interno secondo lo stile di Paolo non si sente più la passione il cuore Paolino tant'è vero che devo dire qui soprattutto io farei riferimento a un libro che non è certo da suggerire, perché tra l'altro è scritto in tedesco ed è un libro abbastanza difficile e uno studioso che già nel 1970 tre ha pubblicato a Gottigen a Gotti si chiamava.
Questo studioso ha pubblicato proprio un'analisi accuratissima dello stile raffinata e sofisticato dello stile dei Colossesi per mostrare continuamente la diversità lui notava soprattutto la mancanza dell' velocità dello stile Paolino le ripetizioni le costruzioni difficili, la scarsa coerenza nelle subordinazioni cioè degli degli stileni, cioè delle forme stilistiche proprie un modo, quindi di scrivere che è proprio dell'autore che è diverso da quello di Paul il suo libro di Fabri Pe e intitolava in tedesco proprio Stilealutisce un terzukunen è quindi una serie di osservazioni proprio da analisi stilistica affermandosi proprio al modo con cui uno quasi prende in mano la penna in maniera metaforica e comincia a scrivere è autore che ne emergeva in ma questo detto sono argomentazioni ancora rilevanti ma argomentazioni molto più decisive e a noi interessano detto più per presentare mai il pensiero dell'autore già sono quelle di ordine ideologico e ordine teologico il pensiero dell'autore che mostra delle sfumature, alcune volte altre volte proprio dei percorsi che sono del tutto inediti e che sono espressi anche in questo caso, con linguaggi diversi. Vorrei farvi passare ora davanti una serie di esempi ne farò sette emblematicamente per indicare che siamo in presenza di una teologia che ha una nuova prospettiva e noi la prossima volta cercheremo di scavare ulteriormente in questi percorsi che per ora sono solo emblematici primo ribadisco ancora è assente dalla lettera il tema della giustificazione per la fede e ci sono dei modi diversi per affrontare il tema della salvezza, cioè, uno dei nodi capitali del pensiero di Paolo non c'è e quello che ne è profondamente adesso quello che è profondamente adesso correlato quello della salvezza si usa dire nobilmente col linguaggio nobile dei teologi, la sologia, cioè il discorso sulla salvezza è impostato in una maniera differente. Secondo adesso io leggerò alcuni versetti in cui sentirete risuonare un'espressione veramente sconcertante questa espressione la riprenderemo la prossima volta per ora ascoltatela vediamo dove trovate l'elemento fondamentale per mezzo di lui uno 16 stiamo leggendo per mezzo di lui Cristo sono state create tutte le cose, quelle dei cieli e quelle sulla terra quelle visibili e quelle invisibili toni dominazioni principati e postà
Prendiamo capitolo secondo il versetto 10. voi avete in Cristo parte la sua pienezza il cloma di lui cioè che è il capo di ogni principato e di ogni postà. Vedete che anche le nostre traduzioni lo mettono con la maiuscola Prendiamo il capitolo secondo ancora versetto 15 versetto precedente dice egli ha tolto di mezzo inchiodando la croce il documento scritto del nostro debito avendo privato della loro forza i principati e le potestà ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo Bellissima questa frase la spiegheremo soprattutto nell'originale greco che è ancora più suggestive cominciamo a vedere l'apparire di questi misteriosi principati potestatroni dominazioni. cosa sono realmente lo vedremo la prossima volta certamente c'è l'idea che è qualcosa che sta nell'interno della dimensione cosmica reggono quasi il cosmo perché avete sentito in due se erano presenti nell'interno delle cose del cielo e della terra delle cose visibili e invisibili e voi vedete che lentamente si configura la presenza di Cristo come una cristologia e con una cristologia con una impostazione della sua figura che è di tipo cosmico che avevamo già visto apparire se ricordate nella lettera di Efesini e nell'interno di questa specie di grande manto cristologico che tiene insieme a abbraccia tutto l'essere creato appaiono questi toni dominazioni principati potestà. E poi nella tradizione cristiana sono diventati angeli noi qui non possiamo dirlo.
Proviamo a vedere anche il versetto 17 del capitolo primo bellissimo peraltro tradotto e traduzione mis misera egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui in greco abbiamo autosistiropantoton capanta enutòs. Una frase molto nobile e solenne da un lato c'è quella autosse entra in scena subito Cristo che è Propton Kaitapanta e sono messe insieme lui è prima di tutto di tutte le cose e tutte le cose ed è bellissimo il verbo finale che può essere reso con sussistonoesche Teken, però in greco vuol dire proprio stare in piedi ritti in lui, ovvero sia tutte le cose se l'universo dell'essere anche creato hanno consistenza solo in quanto c'è Cristo altrimenti si affloscerebbero e cadrebbero nella polvere nel nulla nel silenzio Ancora capitolo primo versetto 20 per mezzo di Cristo il progetto di Dio è riconciliare a se tutte le cose rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli e se voi avete seguito finora attentamente il percorso che abbiamo fatto negli Efesini voi vedete che avete una frase che è citata negli Efesini citate in Nefesini per esempio uno 10 citate Nefesini due 14:16 e ricordate anche il verbo il verbo che abbiamo qui ve l'ho già spiegato se ricordate apo catallax c'è apo catalsso il verbo della riunione tra i due coniugi, il tentativo di riconciliazione dei coniugi che vanno davanti al giudice per tentare la separazione il giudice tenta a questa ricomposizione Cristo è venuto a mettere ancora in armonia in un'armonia d'amore tutte le cose e poi si inventa questo bel verbo che rappacificare in greco è è il Reno poi Jesas un participio è i Reno e Irene la pace poi è fare vedete Cristo costruttore di pace costruttore di pace tra tutte le cose è come uno che riesce ancora dalla realtà disperse a ricomporre un'armonia un disegno compiuto, quindi, secondo tema, abbiamo detto il tema della cristologia cosmica con questa presenza che per ora lasciamo sospesa dei principati e delle postà terzo tema questo lo conoscete già bene dalla lettera agli Efesini basterebbe soltanto citarlo ora abbiamo detto che non è delle lettere classiche di Paolo è una variazione Cristo capo del corpo che è la comunità dei credenti la chiesa o anche di +1 lo troviamo in uno 18 prima di tutto egli è anche il capo del corpo, cioè della chiesa lo troviamo nel capitolo due al versetto 10 in voi voi avete in lui parte alla sua pienezza di lui cioè ne abbiamo appena letto che è il capo di ogni principato di ogni potestà vedete non più della chiesa, ma anche di tutto il cosmo questo corpo immenso salvato poi lo troviamo ancora nel versetto 19 del capitolo due, noi dobbiamo come essere stretti al capo, dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione per mezzo di giunture e legami realizzando così la crescita secondo il volere di Dio credo se avete letto attentamente la letto di Efesini sentite ancora la stessa espressione la citazione dei colossesinefesine Fesini quattro versetti 15 e6 quindi terzo tema Cristo capo del corpo che è la chiesa o che questo corpo quasi cosmico, quarto il battesimo il battesimo viene presentato abbiamo già detto come unione col mistero pasquale, ma la cosa significativa è questa che questa unione col mistero pasquale e quindi con la salvezza è già ora avvenuta e la lettera ai Colossesi non si preoccupa per esempio di parlare della Parusia cioè di un evento di salvezza piena futura già ora noi siamo entrati con la venuta del Cristo nel circuito della salvezza siamo già in un orizzonte di luce e in questo senso abbiamo veramente dobbiamo dire quella che i teologi chiamano in maniera tecnica e che è presente nella nel quarto Vangelo abbiamo quella che si chiama l'escatologia realizzata, cioè la pienezza della salvezza è già ora in funzione è già ora più che al futuro ci si interessa del presente e anzi il futuro quasi scompare.
Noi vedremo che la contrapposizione adesso ve lo dimostrerò in un test ve ne accorgerete la contrapposizione casomai il cielo è terra, ma non è più la contrapposizione tra ora e poi come siamo ora e come saremo po ora c'è già la pienezza e leggiamo in due 12 siete stati sepolti vedete siete stati sepolti insieme con lui nel battesimo in greco è una parola sola sintafentes come vedete un participio a Oristo si dice cioè un participio che indica un'azione compiuta. Avete già avuto col battesimo la piena immersione con la morte di Cristo, ma subito dopo si aggiunge e siete stati insieme con lui risuscitati già ora siete risuscitati attraverso la fede e il termine è SNegerf, anche in questo caso abbiamo un aurista è già avvenuta la risurrezione cioè c'è la convinzione che la grazia che entra nell'interno del credente è già partecipazione alla pienezza della salvezza e allora ecco questo stesso tema lo troviamo formulato con quella contrapposizione detto eccetter nel capitolo terza nei versetti2 sentite in questo caso come ancora una volta si sta sempre al passato il battesimo c'è introdotto già nella salvezza piena, per cui questi cristiani, come vedete, sentivano anche nella caducicità della loro carne, anche nelle persecuzioni, anche nelle difficoltà sentivano che sotto essi erano già stati redenti e già partecipavano della gloria del regno quello che sarebbe stato dopo era irrilevante perché già ora c'era questa pienezza ecco infatti l'espressione nel capitolo terzi versetti 12 se dunque siete risorti con Cristo in greco suegafete ancora una volta un passato, un aurista cercateli le cose di lassù, dove si trova Cristo a isola destra di Dio pensate le cose di lassù, non a quelle della terra e qui voi avete ancora una volta la rappresentazione vedete non più cercate le cose future ma vedete le cose del cielo sono le cose divine non le cose della terra che sono cose a peccato non è una contrapposizione tra cielo e terra in maniera direi spiritualistica.
E invece la terra è il segno del peccato e poi va avanti nel versetto terza dice voi infatti siete morti a pefane in greco siete già morti e la vostra vita è già nascosta eh ormai nascosta con Cristo invio. Che criptai un perfetto in greco quindi la vostra vita, età personale, umana e avolta già dalla vita divina. E questa è una concezione veramente originale che è propria di questa lettera in maniera così esplicita è proprio poi anche del Vangelo di Giovanni non si esclude che poi ci sarà una pienezza, ma insomma, questa pienezza ci interessa poco studiarla andare quando avverrà o meno. Che tutto l'essere sarà ricomposto in armonia che noi proveremo che cosa dovremmo già sapere ora che cos'è la salve ecco quello che dice pare in fratelli Caramazzovosima. Il paradiso è già dentro di voi e bisogna esserne consapevoli. Ecco, bisognerebbe già come dice Dostoewski sapere che ormai nell'interno dell'esperienza del credente è già fiorita quella che sarà la grande vita che sarà il grande destino passiamo un quinto hotel c'è l'insistenza e qui sentiamo ancora la lettera di Efesini per questo abbiamo dovuto leggere insieme su un tema che Paolo si sviluppa, ma non con questa insisistenza e soprattutto danno questo significato il tema del Mrion il mistero il mistero nascosto che viene invece che viene poi rivelato rivelato nel Vangelo e con noi, quando abbiamo letto l'te degli Efesini, se ricordate nel capitolo terzo ai versetti 5:06 abbiamo sottolineato che la il mistero rivelato era la salvezza dei pagani. Dio aveva nel suo nella sua mente nel suo desiderio nel suo sogno nel suo sogno efficace quello di Dio eh aveva nel suo mistero aveva questo grande progetto da realizzare, salvare tutti non solo gli ebrei, anche i e ora noi siamo venuti per svelare questo mistero. Questa è una delle idee capitali di Dio dice diceva la lettera di Ef ora questo tema del mistero riappare riappare a più riprese cominciamo innanzitutto a sentirlo nel capitolo primo nei versetti 26 27. qual è la missione del ministro di Dio del Cristo dell'aposto quella missione che è stata affidata da Dio presso di voi per realizzare la sua parola per sette 26 27 cioè il mistero nascosto da secoli è da generazioni, ma ora manifestato i suoi santi ai quali Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo ai Pagani, cioè Cristo in voi speranza della gloria sentite come la prosa è anche un po'' difficile i cioè due cioè poi dopo che sono fatti per rendere meglio, ma la frase piuttosto sovraccarica, però vedete ancora una volta annunciare i pagani che anche loro avranno la pienezza della gloria, la speranza della gloria in Cristo. Ancora troviamo il tema del mistero in due i cuori vengano consolati così strettamente congiunti nell'amore acquistino in tutta la sua ricchezza la piena intelligenza e giungano a penetrare nella perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo qui c'è una nuova definizione del mistero qual era la grande idea era Cristo ma in Cristo c'è la salvezza come vedremo poi e quindi ancora una volta è lo stesso tema salvifico però vedete categoria fondamentale è mistero mistero che la salvezza dei pagani che è ancora ritroviamo lo stesso tema nel capitolo quarto al versetto terzo pregate anche per noi, perché Dio ci apra la porta della predicazione e possiamo annunziare il mistero di Cristo per il quale mi trovo in catene. Vedete qual è la ragione fondamentale della predicazione.
Qual è il centro il cuore io devo andare ad annunziare il mistero che è Cristo, cioè una realtà velata una realtà celata una realtà nascosta perché come sapete mistero vuol dire realtà taciuta. Ma la devo svelare, squarciare il velo e mostrare che è Cristo sorgente di salvezza è con la terminologia del mistero sesto te e qui dobbiamo fare una questione di teologia col linguaggio che usa la teologia moderna ma in realtà che usa la teologia classica già che poi ora viene usato come termine tecnico normale Si usa distinguere e questa è una cosa che di solito non è che avvenga che lo si spieghi i fedeli normalmente questa terminologia, però è una terminologia che si può comprendere bene che non devono usare solo i teologi. Può essere compresa anche dai anche il contenuto poi è abbastanza chiaro. Si distingue tra fides e e fides qua naturalmente latino in questo caso la fede che è la fede con la quale vuol dire semplicemente così cosa vorrà dire mai questa espressione tra l'altro di cognome medievale prima di tutto, la fidesque è il contenuto della fede la fede che è la sua sostanza il contenuto della fede, il messaggio l'Evangelo l'Annunzio e la sua salveè è qualcosa di oggettivo che ci viene comunicato che ci viene rivelato e questo è tipico delle lettere Paoline lettere Paoline prima di tutto annunciano questa fides qu poi annunciano anche l'altra la Fides qua cioè la fede soggettiva la fede con la quale, cioè l'adesione poi vedete che Paolo ha anche insistito molto sulla fiducia l aprire le braccia ricevere la fedequue il contenuto della fede attraverso la mia fede e allora, in questo caso, abbiamo un'altra prospettiva La fides que è di Dio che ce la comunica la fidesqu dell'uomo con la quale con la quale diciamo appunto abbracciamo la fede che è la fede è qu penso che sia chiara questa distinzione e allora a questo punto possiamo subito dire c'è un elemento fondamentale la lettera ai colossesi privilegia la seconda dimensione privilegia la fides la fides quue soprattutto il contenuto la prima dimensione lo privilegia in una maniera talmente forte da stupirci perché Paolo esaltava due cose insieme nelle lettere precedenti ora l'accento va a finire tutto lì sulla fides crema in maniera particolare sul contenuto della fede in maniera particolare appare un elemento che ci crea un po' imbarazzo che ha creato imbarazza agli studiosi La lettera e i Colossesi introduce sempre di più la conoscenza il tema della conoscenza il conoscere e se la Fides qu deve diventare l'elemento capitale e la Fides qua quasi scompare ed è qui è sempre la prima primo elemento il contenuto della fede prima non posso accettarlo se non è cioè ma nella lettera I Rommani erano correlati abbiamo detto in maniera quasi necessaria senza l'abbandono della fede e il contenuto qui invece si sottolinea soprattutto su qualcosa che devo conoscere e che mi viene comunicato E allora ecco questo martellare il tema della conoscenza e qualche studioso ha cominciato a dire, ma come questa lettera deve polemizzare contro lagnosi o meglio introduce una nuova agnosi noi sappiamo che la chiesa delle origini ha avuto questo problema è sorta a un certo momento una corrente di pensiero, una corrente teologica che anche una corrente di vita, soprattutto nel mondo egiziano in cui si diceva che la salvezza aveva come percorso fondamentale la conoscenza era un'attività soprattutto la salvezza passava fecondava soprattutto la mente dell'uomo il conoscere dell'uomo quanto più tu passavi di luce in luce nella conoscenza tanto più venivi salvato tanto più diventavi santo tanto più eri trasfigurato miserabili gli uomini che avevano scarsa conoscenza perché restavano fermi ancora nelle paludi e nelle nebbie per la loro sensibilità della loro sensorialità della loro debolezza carnale andare sempre avanti verso i cieli cristallini della conoscenza questa cosa noi la troviamo nella lettera ai Colossesi con un'insistenza particolare proviamo un po'' vedere come questa conoscenza del contenuto della fede sia fondamentale fides qu 16 in 16 cominciamo a sentire anche fra voi dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità notate conoscere e verità categorie tipiche del pensiero a prima vista è vero che conoscere biblico è anche adesione, però qui abbiamo il linguaggio greco in tutta la sua forza Poi ancora andiamo avanti pochi versetti dopo in uno 19 anche noi, da quando abbiamo saputo questo, non ci siamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate una conoscenza piena della sua volontà con ogni sapienza e intelligenza spirituale e questo è veramente significativo.
Prete deve bisogna crescere sempre di più la conoscenza sempre più piena della sapienza dell'intelligenza vocaboli che appartengono a tutto questo orizzonte ancora nel versetto 10 subito dopo perché possiate comportarvi in maniera dera il signore per piacerli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio ancora la conoscenza è ancora nel versetto sempre capitolo primo andiamo nel versetto 28 e lui infatti, che noi annunziamo monendo istruendo ogni uomo con ogni sapienza e ancora nel capitolo due, i versetti due e tre cuori vengono consolati così strettamente congiunti nell'amore. Essi acquistino in tutta la sua ricchezza la piena intelligenza e giungano a penetrare nella perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza Guardate quante volte viene usata questa espressione conoscere intelligenza sapienza scienza e ancora capitolo secondo versetto settimo ben radicati e fondato in Cristo saldi nella fede come vi è stato insegnato vedete che la fede è qualcosa che si insegna è un contenuto non una qualcosa che si accoglie soltanto fide qua è qualcosa che si insegna che bisogna imparare conoscere nel versetto 23 sempre nel capitolo secondo queste cose le cose false, quindi hanno una parvenza di sapienza. Vedete che esiste anche la falsa sapienza che non è la vera fede con la contro la quale Paolo polemizzerà Capilo terz ancora versetto 10 avete rivestito l'uomo nuovo che si rinnova per una piena conoscenza a immagine del suo redentore versetto 16 la parola di Dio di Cristo di mori tra voi abbondantemente ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza prendete un insegnamento reciproco con ogni sapienza e ancora nel capitolo quarto al versetto cinque, comportatevi saggiamente la sapienza con quelli che sono all'esterno e per concludere nel capitolo primo al versetto cinque il Vangelo lo si chiamerà parola di verità, un termine che ha avuto poi fortuna nella storia anche della cristianità, la parola della verità, la parola di verità come vedete, abbiamo in questo sesto elemento il quale ha voluto insistere qualcosa di assolutamente nuovo l'insistenza sul contenuto della fede, un elemento da conoscere Questo elemento da conoscere è fondamentale, certo non si esclude anche l'accoglienza ma come avviene questa accoglienza attraverso la conoscenza una teologia, quindi abbastanza nuova della gnosi della conoscenza che era solo abbozzata in maniera molto lieve nella prima lettera a Corinzi da Paola e ben presto abbandonata settimo e ultimo elemento già lo conosciamo è il l'immagine del simbolo del rivestirsi e qui ripetiamo quello che ho detto propose Efesini perché è la stessa cosa che abbiamo ritrovato nel capitolo quarto della lettera degli Efesini versetti 22 24 abbiamo una citazione in Efesini quattro di un passo dei colossesi che ora vedremo già quando vi parlavo di Efesini quattro dicevo Paolo solitamente quando parla del rivestirsi dice sempre rivestiamoci di Cristo qui invece in queste lettere si dice rivestiamoci di un uomo nuovo e lasciamo cadere l'uomo vecchio cioè l'immagine vedete non è dell'uomo perfetto in quanto tale Cristo si usa piuttosto l'espressione dell'uomo nuovo non è identico pa e potete benissimo fare l'esempio parallelo la con il confronto, perché per esempio i romani. 13 14 abbiamo rivestitevi invece del signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri chiarissimo la veste è Cristo stesso la veste vuol dire la dignità di una persona alla realtà profonda di una persona prendiamo la lettera anche la lettera ai galati capitolo terzo versetto 27 leggiamo quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo e ora passiamo invece per fare il confronto e per vedere la differenza con la lettera i Colossesia al capitolo terzo e i versetti nove 10 vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo il nuovo uomo che si rinnova per una piena conoscenza a immagine del suo creatore è un altro modo di presentare questo simbolo il che vuol dire vedete da questi sette elementi che abbiamo presentato che siamo in presenza di una eh teologia di una visione che ha un profondi agganci ancora con Paolo l'orizzonte è ancora quello Paolino però ormai abbiamo dei percorsi che sono nuovi l'autore va oltre oppure prende delle provocazioni paine sviluppa in un'altra maniera cerchiamo ancora di rivederle nelle insieme è assente la giustificazione per la fede tema centrale del pensiero di Paolo secondo appare questa visione cosmica del Cristo con la presenza di questi principati potestàroni e dominazioni piuttosto misteriosi terzo Cristo e la Chiesa non sono il rapporto rapporto così stretto come nella prima lettera di Corinzi, ma Cristo è il capo rapporto è altrettanto stretto, ma non con quella forma corpo di Cristo è la Chiesa Cristo è il capo abbiamo visto poi Quarto il battesimo che ci introduce già ora in una salvezza che è già avvenuta il paradiso è già dentro di noi dicevamo quinto il mistero, questa insistenza continua martellata sul tema del mistero rivelato sesto la fides qu che diventa primaria, certo lo è ma primaria in una maniera quasi esclusiva e soprattutto trascina con sé l'importanza del conoscere l' intelligenza della sapienza più ancora dell'abbandonarsi Fides qua più che non quella dell'allargare le braccia nella fiducia una fede di conoscenza prima ancora che una fede di fiducia e di abbandono e l'ultimo il tema del rivestirsi dell'uomo nuovo più che non l'espressione rivestirsi di Cristo a questo punto c'avviamo alla conclusione e la conclusione che voglio fare è contiene due elementi primo elemento l'invito alla lettura della lettera è necessario come avete ben capito le lettere di Paolo non sono scritti che possono essere facilmente perlustrati se non con uno studio e con un'attenzione particolare per questo io vi consiglio ancora una volta questa volta avete soltanto tre capitoli. Sono poche per il quarto il quarto capitolo è quasi soltanto una giunta di saluti sì c'è ancora un'indicazione nei primi versetti poi sono notizie personali saluti e un augurio finale quindi, di per sé sono poche pagine però sono pagine di una densità estrema come avviene sempre in Paolo come avviene come vedete se accettiamo la tesi di un suo discepolo o comunque di qualcosa dell'orizzonte Paolino, come avviene nell'interno di una comunità dove tutti studiavano in questo caso, poi lo studio vuol dire proprio avete sentito insegnare imparare conoscere sapere i contenuti e io penso che se è vero che ci sono sempre nell'interno della storia della cristianità dei momenti in cui bisogna ricordare e combattere l'ignoranza religiosa, affermare la conoscenza delle ragioni della fede mai come in questo tempo in cui facilmente si può sottolineare l'importanza della fede qua, cioè dell'adesione dell'adesione, quasi persino qualche volta con connotati un po'' ciechi per cui questa lettera acquisto un significato particolare, perché ci dice sì certo devi allargare le braccia ed accogliere la salvezza che ti viene offerta, però devi conoscere sapere ciò che ti viene offerto, perché questa conoscenza è una conoscenza di un contenuto di un tesoro di sapienza e di scienza naturalmente dobbiamo dare a questo verbo tutta la ricchezza non soltanto la conoscenza intellettuale come vorrà la gnosi la salvezza non viene perché c'è l'intelligenza per cui salvati sono per eccellenza coloro che sanno comprendere e capire una conoscenza esistenziale, però è una conoscenza una conoscenza vera da utenti, perciò io dico questa lettera merita uno studio accurato e per studiare naturalmente bisogna neanche avere un po'' in mano lo spartito. Gli studiosi l'hanno perlustrata in tutti i particolari commentatori hanno cercato di vedere la costruzione e l'architettura di questa che è. Costruito in maniera non facile dobbiamo dire uno degli studiosi maggiori dei commentatori maggiori che tra l'altro è anche o mio caro amico, il professora Neilka dell'università di Monaco di Baviera nel suo commento di distingue tre movimenti Io ve li potei proporre anche come chiave di lettura, dopo un'introduzione i primi otto versetti dal capitolo primo versetto nono possiamo dire tutto il primo capitolo abbiamo la presentazione del Vangelo apostolico e universale il Vangelo di Cristo il Vangelo abbiamo detto di verità, la parola di verità l'autore, però, nel suo commento distingue cinque parti di questa poi entriamo nel capitolo secondo non tutto il capitolo secondo sarà quello che sarà oggetto della nostra analisi la prossima volta una certa attenzione. I primi 19 versetti i 19 versetti che sono la parte centrale del capitolo secondo 21 19 ed è famosa polemica di questo autore contro l'eresia colossese. Vi spiegherò la prossima volta che cos'è questa eresia naturalmente leggendo il testo voi cominciate a leggere in anticipo questi questo capitolo capitolo secondo, i versetti uno 19 che la l'autore G ridivide ancora in quattro parti. Poi abbiamo l'ultima parte la nuova vita cristiana dal capitolo due versetto 20 fino al capitolo quarto versetto sei la sostanza il capitolo terzo ho detto che il quarto a pochi elementi sei versetti rilevanti, perché poi tutto il resto sono notizie e saluti come diceva e qui lui distingue altre sei sezioni che vuol dire che una lettera vedete che è stata composta economizzando anche cioè, non sbavando non lasciando perdere il discorso con considerazioni vaghe è una lettera densa, anche se qualche volta è sovraccarica È una lettera tesa anche nonostante il suo movimento abbastanza solenne tre parti Vangelo di Cristo universale contro l'eresia di colosse, la terza parte la nuova vita cristiana cioè l'impegno morale ma se voi provate a guardare in maniera più semplice questi tre punti che ho indicato da questo celebre commento scritto dal professor Gka, a voi vedete anche che alla fine abbiamo la possibilità di ritrovare quell'eterno movimento proprio del pensiero Paolino delle grandi lettere, ma anche della lettera agli Efesini anche che abbiamo letto cioè il doppio movimento costante la dottrina e l'azione, la teologia e la morale i primi due capitoli sostanzialmente riguardano questioni teologiche dalle quali promana i capitoli 3:04 promana l'impegno per la vita non esiste mai una scienza puramente speculativa non esiste mai una teologia che sia destinata ad arroccarsi nell'interno del suo dorato palazzo nell'interno della sua torre d'Avorio è destinata invece sempre a debordare di sua natura e a diventare lampada che illumina la strada e il sentiero dell'uomo La seconda considerazione è una curiosità a colossi a colosse o colossi voi probabilmente non andrete mai non andrà mai nessuno io ci sono stato devo dire ci sono stati forse alcuni studiosi alcuni specialisti che hanno voluto mettersi in viaggio con una certa fatica molti che sono stati in Turchia, forse anche tra di voi sulle orme di Paolo, come si suol dire e di Giovanni saranno andati. A vedere quella stupenda città indimenticabile, che è Pammukale che è in arabo e in turco vuol dire il castello di Cotone. Perché appunto, ci sono queste cascate pietrificate bianche che si vedono da lontano e lì c'era quella famosa città, la città di Gerapoli che ancora oggi si visita ed è veramente col sua immensa. Distesa archeologico, suo stupendo, teatro e così via tutti andate lì a vedere giustamente questa città importante anche per la storia cristiana Gerapoli di Frigia Tuk e se però ci si fermasse di più a lungo si girasse di tutto attorno si potrebbe anche andare a visitare un hotel, cioè una collina archeologica nei pressi della cittadina e un paese di un paese di un villaggio quasi Has si chiama in turco ecco lì c'è ci sono pochi resti, poche pietre per terra di nessun significato anche archeologico è solol traccia dell'esistenza di colossi colossi è ridotta soltanto a un piccolo campo, un piccolo recinto di pietre, ma non dico di pietre proprio non è che ci siano delle belle colonne dei fregi per terra, almeno come di solito. Almeno capita quando si visitano dei centri archeologici oppure abbandonati non c'è nulla e pensate che era una cito senofonte una città grande, fiorente, con molti abitanti era dedita soprattutto stando alle notizie che abbiamo dell'antichità al commercio l'industria al commercio della lana nel 60 d.C. un terremoto la distrusse risorse ancora al tempo di Paolo era già una cittadina ma una cittadina ancora fervida ma piccola non era quella città grande alla fine del primo secolo dopo Cristo strabone il famoso geografo greco la definisce con una parola polisma è una cittadina ecco Colossi è del tutto insignificante non esiste più voi sentirete la prossima volta quando saremo insieme sentirete notizie sulla vita fervida di questi cristiani avete anche un'indicazione sulla loro nobiltà, anche di conoscenze erano cristiani che si istruivano perché erano anche istruiti un centro vivo e vivace allora era il segno probabilmente di una costellazione di città che in tutta l'Asia minore testimoniamo la presenza cristiana oggi c'è soltanto un cumulo di pietre e c'è il silenzio eppure noi qui insieme a distanza di migliaia di chilometri a distanza, ormai di 2000 anni, parliamo ancora di questi colossesi e della loro storia e anche sentiremo la prossima volta dei loro molti difetti, soprattutto ideologici
Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo ed ebraista. Wikipedia
Nascita: 18 ottobre 1942 (età 83 anni), Merate
Istruzione: Pontificio Istituto Biblico, Pontificia Università Gregoriana, Seminario Arcivescovile di Milano
Film: Il villaggio di cartone
Consacrazione ad arcivescovo: 29 settembre 2007 da papa Benedetto XVI
Ordinazione sacerdotale: 28 giugno 1966 dal cardinale Giovanni Colombo
Titolo: Cardinale presbitero di San Giorgio in Velabro
Il commento che accompagna la nostra lettura della Lettera ai Colossesi si ispira alla riflessione esegetica di Gianfranco Ravasi, uno dei maggiori biblisti contemporanei. Il suo approccio unisce rigore scientifico, attenzione al testo originale e una forte sensibilità teologica e simbolica.
Seguendo Ravasi, la Lettera ai Colossesi viene letta non solo come documento storico o dottrinale, ma come una pagina viva della Scrittura, capace di interrogare ancora oggi la fede cristiana. In particolare, emergono la grandezza della cristologia cosmica, l’insistenza sul “mistero” rivelato in Cristo e l’originale accento sulla conoscenza come via alla salvezza.
Questa introduzione ci aiuta quindi a entrare nel testo con uno sguardo ampio: radicato nella tradizione paolina, ma aperto alle novità teologiche che la Lettera ai Colossesi porta con sé.