Testo della catechesi
Anche la lettera ai Colossesi è uno degli scritti della prigionia durante la prima prigionia romana fra il 61 e il 63 Paolo scrive una lettera enciclica alla zona di Efeso e una lettera particolare alla comunità di colossi e anche un biglietto personale ad un cristiano di colossi che si chiama filemone. Per questo motivo, la lettera ai Colossesi è molto simile alla lettera Efesini tratta lo stesso argomento ha lo stesso tipo di linguaggio di vocabolario di argomentazione e come abbiamo già detto per la lettera agli Efesini, dobbiamo anche in questo caso far riferimento all'ambiente sincretistico di Efeso si intende per sincretismo l'abitudine di mettere insieme le cose cioè di fondere dottrine diverse, unificandole in un unico grande calderone, mettendo insieme elementi disparati, prendendo questo o quello scegliendo ciò che piace di più L'atteggiamento è abbastanza moderno la mentalità cosiddetta del new age in fondo esprime una religiosità sincretista dove ognuno prende quel che gli piace di +1 po'' col criterio del supermercato. E cosi spesso l'uomo moderno si comporta nei confronti delle religioni. Entra con il carrello nel supermercato delle religioni e ci mette dentro quel che gli piace di più prende toglie è la mentalità del telecomando di chi con un colpo cambia canale sceglie quel che vuole fa star zitto e accende un altro così c'è l'impressione di poter fare con le religioni cambiare canale, vedere più cose raccogliere mescolare è la religione fai da te ognuno si faccia la sua Quante persone dicono di essere cristiane a mio modo è una situazione vecchia come il mondo nella città di colossi la comunità cristiana rischiava di finire in preda una mentalità di questo tipo, dove ognuno si faceva la propria religiosità cristiana, mescolando gli elementi, quindi Paolo interviene ponendo come punto di riferimento obiettivo e fondamentale la persona di Gesù Cristo Gli studiosi parlano di una eresia colossese, cioè di un modo di pensare sviluppato nella comunità di colossi che è un po'' caratteristico di tutto quel contesto culturale nella lettera al capitolo due, versetto otto, noi troviamo dei riferimenti interessanti L'apostolo dice badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con i vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo tre termini filosofia, tradizione umana, elementi del mondo sono i termini che qualificano la mentalità sincretista tipica di Efeso il ragionamento umano che trasmette delle invenzioni personali fatte da vari uomini e basate sugli elementi del mondo noi diremmo le forze della natura badate che nessuno vi inganni con queste favole L'attenzione è riportata al Cristo perché in lui abitalmente tutta la pienezza della divinità Una frase importantissima in Gesù abita corporalmente la pienezza della divinità Il plroma tradotto con pienezza è termine tecnico del linguaggio gnostico per indicare questa grande complessa presenza di forze divine nel mondo La pienezza della divinità non è che c'è pieno di dei come diceva il vecchio talete ma che tutta la divinità interamente è presente nel corpo di Cristo nella sua umanità e nella sua continuazione storica che è la chiesa il corpo di Cristo difatti, voi in lui avete parte alla sua pienezza perché lui è il capo di ogni principato di ogni postà in lui siete stati anche circoncisi ma non di una circoncisione della carne secondo la tradizione ebraica fatta da mano d'uomo ma mediante la spogliazione del nostro corpo di carne mediante il superamento dell'uomo vecchio nella trasformazione della umanità segnata dal peccato con lui siete stati sepolti nel battesimo in lui siete stati risuscitati per la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti Con lui Dio ha dato vita anche a voi che eravate morti per i vostri peccati, perdonandoci tutti i peccati annullando il documento scritto nel nostro debito, le cui condizioni c'erano sfavorevoli e gli ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce, avendo privato della loro forza i principati e le potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo principati e potestà sono tutte queste forze cosmiche che adfeso venivano adorate come divinità e che i cristiani di Colossi rischiavano di seguire come forze importanti. Cristo ha vinto tutto questo inchiodando alla croce il documento del nostro debito è un'immagine forte poetica per indicare l'opera fondamentale e storica dell'uomo Gesù morto in croce ed è proprio quell'evento storico che ha determinato il cambiamento delle persone di tutte e di ciascuna, per cui nel momento sacramentale del battesimo, ognuno muore con Cristo viene sepolto con Cristo ma realmente resuscita con Cristo e viene glorificato con lui si identifica con la stessa persona di Gesù. Nel capitolo primo, Paolo presenta un grande testo cristologico proprio per mettere in evidenza come il Cristo sia il principio il centro e il fine di tutto e invita a rendere grazie con gioia al padre che ci ha messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce è un linguaggio di tipo misterico dicono gli esperti ci ha resi capaci di partecipare alla vita del mondo divino i santi e in questo tipo di linguaggio sono piuttosto gli angeli La luce è la realtà trascendente divina ringraziamo Dio perché ci ha messi in grado di partecipare a questa vita luminosa e ci ha resi capaci perché ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del figlio del suo amore grazie al quale abbiamo la redenzione. Eegli Gesù Cristo è il figlio è immagine icona del Dio invisibile. Dio non può essere visto l'unico modo per vedere Dio l'immagine autentica è il figlio generato prima di ogni creatura generato prima delle creature lo abbiamo inserito nella tradizione del simbolo i padri della chiesa non ripreso questa immagine per qualificare bene la persona di Gesù generato non creato della stessa sostanza del padre generato prima di tutti i secoli per mezzo di lui sono state create tutte le cose per mezzo di lui tutto è stato creato Le cose che sono nei cieli e quelle sulla terra quelle visibili e quelle invisibili toni dominazioni principati potestà tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui egli è la causa egli è il fine di tutto Riconoscete come la problematica sincretista che moltiplica le forze sia presente nel discorso di Paolo solo il Cristo è l'immagine. Egli è il creatore è la causa da cui tutto deriva egli è il fine a cui tutto tende. Egli è prima di tutte le cose tutte le cose sussistono in lui qui l'apostolo sta a operando un linguaggio di tipo filosofico, prendendo proprio il modo greco di presentare la consistenza cosmica. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli è il capo del corpo, cioè la chiesa egli è il principio l'archè i primi filosofi della tradizione greca che vivevano proprio in quell'ambiente. Si erano impegnati a cercare l'archè Talete Anassimandro Anassimene cercavano l'archè il principio e il linguaggio continuava a essere in voga anche al tempo di Paolo Paolo adopera quel linguaggio e propone un'altra risposta. Egli il Cristo è l'arch è il principio è il primogenito dei morti il primo generato tra quelli che sono morti il primo dei morti a non essere rimasto morto, ma essere nato alla vita nuova per ottenere il primato su tutte le cose gli è il primo della creazione e è il primo della nuova creazione, proprio perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza il pleroma di cui abbiamo già parlato e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose rappacificando con il sangue della sua croce gli esseri della terra e quelli del cielo. Cristo è il mediatore della creazione Cristo è il mediatore della redenzione della riconciliazione, la rappacificazione fra cielo e terra egli è il primo e glielicona egli è l'immagine del Dio invisibile eegli è l'unico in lui sussiste tutto e così, quando nella seconda parte della lettera, soprattutto nel capitolo tre, Paolo arriva alle conseguenze morali parte da questa idea fondamentale della unione con il Cristo se siete risorti con Cristo cercate le cose di lassù dove si trova Cristo Assiso alla destra di Dio siete morti con Cristo siete risorti con Cristo Ecco la conseguenza la vostra vita sia una vita da persone risorte da una di persone che ormai vivono in una dimensione divina guardare e cercare le cose di lassù vuol dire avere la testa fra le nuvole Pensare all'altro mondo e desiderare solo morire significa avere un'altra mentalità non terrestre ma celeste pensate alle cose di lassù cioè pensate nella prospettiva di Cristo non in una prospettiva terrena voi siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio quando si manifesterà Cristo che è la vostra vita allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. Ciò che è avvenuto nel battesimo, la morte dell'uomo vecchio e la risurrezione dell'uomo nuovo chiede una continuità operativa nella vita cristiana Fate morire quella parte di voi che appartiene alla terra. Forcazione impurità, passioni desideri cattivi, quella avarizia insaziabile che è idolatria anche voi un tempo eravate così ora invece deponete tutte queste cose. Ira, passione, malizia, mal dicenze, parole oscene dalla vostra bocca non mentitevi gli uni gli altri vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo l'uomo nuovo che si rinnova per una conoscenza piena a immagine del suo creatore. Quello che è avvenuto sacrramentalmente nel battesimo l'unione a Cristo morte e risurrezione con lui chiede che diventi realtà nella vita morale, deponendo l'uomo vecchio con tutti i vizi e i difetti e rivestendo l'uomo nuovo con tutte le sue qualità e virtù qui non c'è più greco gideo circoncisione o in circoncisione barbaro uscita, schiavo libero non ci sono più queste distinzioni. Cristo è tutto in tutti in teoria Cristo deve diventare tutto in ciascuno. questo è il principio pratico rivestitevi dunque come eletti di Dio di sentimenti di misericordia di bontà di umiltà di mansuetudine, pazienza, sopportando via vicenda perdonandovi scambiovolmente come il signore vi ha perdonato così fate anche voi al di sopra di tutto vi sia la carità che il vincolo della perfezione e la pace di Cristo regni nei vostri cuori nuotiamo ed è importante che quando Paolo sviluppa una riflessione morale e dà una grande serie di consigli pratici lo fa come conseguenza della dottrina Prima c'è l'opera che Cristo ha compiuto per noi di conseguenza c'è una nostra risposta L'accoglienza di quella grazia che lentamente trasforma la vita ecco la differenza fra la mentalità giudaica di chi semplicemente si impegna con le proprie forze a osservare la legge È necessaria una trasformazione di grazia, questo evento però poi chiede la mia responsabilità mentre scrive ai Colossesi Paolo manda anche un biglietto all'amico Filemone un cristiano che abita nella città di colossi c'era un caso particolare che doveva trattare con lui uno schiavo di Fimone di nomeonesimo era scappato di casa ed era andato da Paolo chiedendogli aiuto nell'impero romano uno schiavo fuggitivo merita la morte probabilmente questo giovane oneesimo aveva sentito la predicazione di Paolo aveva sentito il discorso evangelico che in casa del suo padrone si faceva ed è ricorso a Paolo per essere liberato quasi per costringere Paolo ad un manifesto di liberazione degli schiavi Paolo opera in altro modo. Evangelizza unesimo lo schiavo fuggitivo lo genera alla vita cristiana lo battezza lo fa diventare figlio e poi lo rimanda indietro. Gli fa capire che non può diventare cristiano per averne un beneficio sociale se è diventato figlio di Dio fratello di Gesù Cristo in modo retto deve tornare indietro e rimettersi al servizio di filemone e servirlo meglio di prima con affetto e con amore, però a unesimo dà questa lettera da consegnare a Fimone il padrone in cui Paolo invita il padrone a liberare lo schiavo, non glielo ordina gli fa notare che deve essere una conseguenza naturale della sua fede e non si tratta tanto di un cambiamento sociale si tratta di un cambiamento morale Paolo scrive a Fimone dicendogli devi fare di tua spontanea volontà quello che è giusto cioè trattare questo schiavo come un tuo fratello carissimo come un mio figlio che io ho generato in catene, devi trattare lui come tratteresti me se ti deve qualche cosa se ti ha dato dei danni, metti tutto sul mio conto te li pagherò io i danni che esimo ti ha recato, però con una finezza splendida, Paolo conclude dicendo a Fimone ricordati che anche tu devi qualcosa a me mi devi la vita allora poi i conti facciamo dopo metti sul mio conto e io poi ti faccio pagare tutto quello che tu devi a me la conoscenza di Cristo la trasformazione della tua vita è un testo che non diventa il manifesto della liberazione degli schiavi, ma un'applicazione concreta e pratica della dottrina Paolina La Grazia trasforma e chiede delle conseguenze operative oneesimo se è veramente cristiano deve tornare e servire Fimone se è veramente cristiano deve accogliere e trattare da fratello senza bisogno di rivoluzioni sociali, quello che è necessario è il cambiamento della persona. Se cambia la persona è il cuore in profondità le relazioni cambiano e la società è nuova e diversa.
Su teleradio Pace nuovo appuntamento dedicato alle Lettere di Paolo rivolte ai Colossesi della rubrica Conosciamo la Bibbia a cura di don Claudio Doglio. https://www.youtube.com/watch?v=73ssYsa7-kQ&t=7s
Don Claudio Doglio è un presbitero, biblista e docente di Sacra Scrittura noto per le sue numerose pubblicazioni e conferenze sull'esegesi biblica.
Biografia
Nato a Savona nel 1959, Claudio Doglio è un sacerdote diocesano con una solida formazione accademica.
Formazione: Ha conseguito la laurea in Lettere Classiche, la licenza in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico e il dottorato in Teologia Biblica all'Università Gregoriana.
Carriera Accademica: Dal 1988 è docente ordinario di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale (nelle sedi di Genova e Milano), dove insegna lingua ebraica, greco biblico ed esegesi, in particolare l'Opera Giovannea.
Ministero Pastorale: Oltre all'attività accademica, dal 2011 è parroco della collegiata di Sant'Ambrogio a Varazze, in provincia di Savona.
Pubblicazioni e Collaborazioni: È stato condirettore e redattore della rivista "Parole di Vita" e collabora stabilmente con altre riviste specializzate. È autore di numerosi articoli, studi biblici e libri, in particolare sull'apocalittica e l'Apocalisse di Giovanni.
1. Contesto della Lettera ai Colossesi
Scritta da san Paolo durante la sua prima prigionia romana (61-63 d.C.).
Insieme a Efesini e Filemone, appartiene ai cosiddetti “scritti della prigionia”.
Paolo invia una lettera generale (Efesini), una comunitaria (Colossesi) e un biglietto personale (Filemone).
2. Similitudini tra Colossesi ed Efesini
Stesso linguaggio, vocabolario e argomenti.
Entrambe affrontano l’influsso del sincretismo religioso diffuso nella zona di Efeso.
3. Il problema del sincretismo
“Sincretismo” = mescolare dottrine e religioni diverse scegliendo ciò che piace, come in un “supermercato delle religioni”.
Situazione simile a quella moderna (parallelo con il “new age”).
A Colossi, i cristiani rischiavano di creare una fede “fai da te”.
Paolo interviene indicando Cristo come unico punto di riferimento.
4. L’eresia colossese
Combinazione di filosofia, tradizione umana e culto delle forze naturali.
Paolo ammonisce: “Badate che nessuno vi inganni…” (Col 2,8).
Risponde affermando che tutta la pienezza della divinità abita corporalmente in Cristo (Col 2,9).
Il termine “pienezza” (pleroma) viene reinterpretato: non una molteplicità di divinità, ma tutta la divinità presente nel corpo di Cristo.
5. Cristo centro della creazione e della redenzione (Col 1)
Cristo è: Immagine (icona) del Dio invisibile.
Generato non creato, principio di ogni cosa.
Creatore e fine di tutto: tutto è stato creato “per mezzo di lui e in vista di lui”.
Capo del corpo, cioè della Chiesa.
Egli è l’archè, il principio originario che i filosofi greci cercavano.
In lui abita ogni pienezza, e attraverso la croce riconcilia cielo e terra.
Quindi Cristo è mediatore della creazione e della riconciliazione.
6. Conseguenze morali (capitolo 3)
Poiché i credenti sono morti e risorti con Cristo, devono vivere “da risorti”.
“Cercate le cose di lassù” significa orientare la vita secondo la prospettiva di Cristo, non del mondo.
Uomo vecchio e uomo nuovo:
“Far morire” la parte terrena (vizi, passioni, impurità).
“Rivestirsi” dell’uomo nuovo, guidato da misericordia, bontà, umiltà, pazienza, perdono e carità.
Non contano più distinzioni di origine o status: Cristo è tutto in tutti.
La morale deriva dalla dottrina: prima viene l’opera di Cristo, poi la risposta dell’uomo.
7. Il biglietto a Filemone
Filemone era un cristiano di Colossi, padrone dello schiavo Onesimo, fuggito e poi convertito da Paolo.
Paolo rimanda Onesimo a Filemone con una lettera, invitandolo ad accoglierlo non più come schiavo, ma come fratello.
Non impone la liberazione, ma la presenta come naturale conseguenza della fede.
Paolo offre di pagare lui stesso i danni di Onesimo, ricordando però a Filemone che gli deve “la vita” per la sua conversione.
Questo episodio non è un manifesto sociale, ma una lezione morale: il cambiamento vero nasce dalla trasformazione interiore operata dalla grazia.
8. Messaggio centrale complessivo
Il Cristo è centro, principio e fine di tutto.
La redenzione unisce il credente a Cristo nella morte e risurrezione.
La grazia trasforma la persona e da lì rinnovano le relazioni e la società.