Sant'Angela Merici (27 Gennaio)



La storia di sant'Angela Merici (27 Gennaio)
Siamo nel nord Italia.
Tra Brescia e il lago di Garda.
È la fine del Quattrocento.
In un piccolo paese nasce Angela Merici.
Una bambina semplice.
Senza privilegi.
Con un cuore attento.
Rimane presto orfana.
Conosce il dolore.
Ma non si chiude.
Impara a guardare.
Ad ascoltare.
A prendersi cura.

Angela cresce.
E mentre il mondo corre, lei rallenta.
Prega.
Serve.
Osserva le ragazze del suo tempo.
Ragazze senza scuola.
Senza futuro.
Senza voce.
E dentro di lei nasce una domanda semplice:
Chi si prenderà cura di loro?

Angela capisce una cosa fondamentale.
Educare non è riempire la testa.
È accendere il cuore.
Non fonda un monastero.
Non chiude le porte.
Non separa dal mondo.
Fa una scelta nuova.
Rivoluzionaria.
Donne consacrate.
Ma immerse nella vita.
Nelle case.
Nelle strade.
Nelle famiglie.

Nasce così la Compagnia di Sant’Orsola.
Niente abito religioso.
Niente clausura.
Solo una promessa.
Vivere il Vangelo.
Educare le ragazze.
Essere presenza buona nel mondo.
Angela dice alle sue figlie:
Siate dolci.
Siate forti.
Siate vigilanti.
E soprattutto, amate.

Angela non comanda.
Accompagna.
Non impone.
Consiglia.
La sua autorità è la fiducia.
La sua forza è la mitezza.

Quando parla, lo fa piano.
Ma le sue parole restano.
Dice:
Abbiate il cuore grande.
E braccia larghe per accogliere.

Muore il 27 gennaio 1540.
In silenzio.
Come ha vissuto.

Ma il suo seme cresce.
Attraversa i secoli.
Arriva fino a noi.
Angela non ha cambiato il mondo con il potere.
Lo ha cambiato con la cura.

Sant’Angela Merici ci insegna questo:
Non serve fare rumore.
Serve esserci.

Signore Gesù,
hai donato a Sant’Angela uno sguardo che vede lontano.
Donaci occhi attenti.
Cuori pazienti.
Parole che costruiscono.

Sant’Angela Merici,
madre discreta e coraggiosa,
prega per noi.

Amen.

Musica di sottofondo
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Testo elaborato con IA

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