Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Luca 10,1-9
Testo del Vangelo
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».
Meditazione
Non è certo una strategia di conquista quella che mette in campo Gesù. Niente a che vedere con alcune logiche espansionistiche del passato quando una Chiesa gloriosa e trionfante abusando un po' del suo potere, battezzava chiunque senza chiedere il permesso.
Gesù nel Vangelo non arma i suoi discepoli, anzi li disarma. e, pensate, li manda come agnelli in mezzo ai lupi. Il paragone rende! Attenti: non come lupi in mezzo agli agnelli, cioè in condizione di superiorità, ma neppure come agnelli in mezzo ad agnelli. Agnelli in mezzo ai lupi.
E alla fine si scopre chi erano i lupi!
Dice Gesù: vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore!
Capite? I lupi non sono gli altri fratelli da combattere, ma sempre lui, il principe di questo mondo. Per questo non si combatte con le armi in nome di Dio. Faremmo il gioco del diavolo. Non si combatte con le armi della guerra e neppure con le armi del potere e del denaro.
Ma per capire meglio tutto questo dobbiamo fare un esempio. Ritorniamo allora a Francesco d'Assisi.
Nel settembre del 1219 a Damietta vicino l’attuale Cairo, i crociati avevano attaccato la città ma erano stati sconfitti dal Sultano Malek al-Kamel. L’indomani di questa terribile battaglia frate Francesco appunto, insieme al suo compagno Illuminato decidono di andare da soli armati di un solo crocifisso ad incontrare il terribile Sultano. A metà strada Illuminato impaurito cercò di dissuadere Francesco, ma il futuro santo citò proprio questo brano di Vangelo: ricordati che andiamo come agnelli in mezzo ai lupi. Con grande sorpresa (e ancora oggi la sorpresa è sempre quella) il sultano trovò gran piacere ad ascoltare Francesco, quello strano monaco venuto dall'Italia. Cortesia, rispetto e dialogo, caratterizzarono la conversazione tra il sultano Malek al-Kamel e Francesco d'Assisi. E Francesco tornò quel giorno a casa anche con i diritti concessigli di poter custodire alcune terre della Palestina, care al Cristianesimo. E ancora, pensate, oggi le uniche dove ci sono i cristiani d'occidente, sono tenute dai francescani. Ecco la forza del disarmo e della fiducia in Gesù. Certamente quel giorno Gesù avrà visto Satana cadere dal cielo.
Recita
Stefano Gazzoni
Musica di sottofondo
Arrangiamento di Gabriele Fabbri
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo