Marco 3,7-12 con commento



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Marco 3,7-12

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

 

Recita
Chiara Marcattili

Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale di Gabriele Fabbri

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo

 

 

Meditazione
Mi sono sempre chiesto come facessero i demoni a sapere che Gesù era il Figlio di Dio. Pensavo, loro in quanto esseri spirituali possono conoscere il pensiero degli uomini o comunque averne una conoscenza reale, interiore, ma non mi convinceva.
Allora mi sono fatto aiutare dallo studio dei monaci antichi,i famosi Padri del deserto, i quali ci hanno tramandato un vero insegnamento sulla demonologia. Non tanto un insegnamento della teoria, quanto della prassi. Infatti essi hanno appreso la natura dei demoni attraverso una relazione esperienziale a volte drammatica.
E comunque riguardo alla domanda che ponevo all'inizio così essi rispondono:
"I demoni sono scaltri e astuti, mentono e ingannano: Rispetto agli angeli, però, mancano di conoscenza, in quanto non sono in grado di leggere nell’animo dell’uomo, ma, attenti bene, ne riconoscono la condizione dell’anima. Sono legati quindi al comportamento: il portamento, la voce, il modo di muoversi."
Quindi da attenti scrutatori osservano gli uomini e ne colgono velocemente le fragilità su cui attaccare, ma sanno anche riconoscerne i pregi e le virtù. Certamente quando Gesù passava rimanevano anche loro stupiti dalla sua postura, dal modo di parlare, ma anche da un linguaggio non verbale che certo non poteva essere semplicemente umano. Per questo lo riconoscevano: "Tu sei il figlio di Dio".

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