La storia di San Alessandro di Fermo (11 Gennaio)
Siamo a Fermo, nelle Marche.
Una città antichissima, adagiata su un colle che guarda il mare Adriatico.
Ai tempi di Alessandro, nel III secolo, Fermo è colonia romana, vivace e strategica: porto vicino, strade commerciali, incontri di popoli, idee, fedi.
È qui che nasce la storia di un uomo che non volle essere leggenda…
ma lo diventò.
Alessandro è un soldato romano.
Disciplina, armatura, obbedienza all’impero.
Ma nel suo cuore cresce una fedeltà più grande: Cristo.
In quegli anni, l’impero chiede ai cristiani di piegarsi agli dèi.
Bruciare incenso. Rinnegare il Vangelo.
Molti cedono per paura.
Alessandro no.
Un giorno, durante un’ispezione militare, gli viene ordinato il gesto di culto pagano.
Alessandro si ferma.
Depone l’elmo.
Guarda il cielo sopra il colle di Fermo.
E dice:
“Io servo l’Imperatore, ma adoro un solo Dio.”
Per quel no, viene arrestato.
Non scappa. Non si nasconde.
Resta saldo.
La tradizione popolare fermana racconta questo:
Mentre lo portano via in catene, la gente accorre.
Un bambino, spinto dalla folla, gli allunga un pezzetto di pane attraverso una porta socchiusa.
Le guardie lo vedono, fanno per chiudere la porta.
Alessandro sorride al bimbo e dice piano:
“Le porte si chiudono agli uomini… ma non a Dio.”
Quel bambino diventerà adulto ricordando quel sorriso.
E a Fermo, da allora, molti diranno che Alessandro non fu martire solo della fede…
ma martire dell’incontro, della speranza passata attraverso una porta.
Alessandro viene ucciso per la sua fede, probabilmente a Fermo o nei dintorni.
Non abbiamo grandi cronache ufficiali, ma abbiamo una cosa più forte dei documenti:
la memoria viva della gente.
Un soldato che non volle salvare la sua vita…
perché aveva già trovato il suo Salvatore.
La sua testimonianza accende la Chiesa locale.
La sua storia passa di bocca in bocca, di famiglia in famiglia, di colle in colle.
Diventa seme di fede per una città che guarda il mare, ma punta al cielo.
San Alessandro ci ricorda che: si può essere forti senza essere duri, si può servire senza rinnegare, si può essere santi nella fedeltà quotidiana e che Dio entra dove l’uomo pensa che tutto sia finito.
Signore Gesù,
hai reso Alessandro soldato fedele e adoratore coraggioso.
Donaci la sua forza semplice,
il suo sorriso nelle prove,
il suo cuore saldo nella verità.
Quando troviamo porte chiuse,
ricordaci che Tu sei la Porta che non si chiude mai.
Sant' Alessandro di Fermo,
soldato di Dio nel vento della storia,
prega per noi
e custodisci i nostri passi.
Amen.
Recita
Ivonne Casadei, Stefania Palma
Musica di sottofondo
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Testo elaborato con IA