Battesimo di Gesù - Giordano (Narrazioni bibliche)



Battesimo di Gesù – Giordano
Scaturisco con potenza da una roccia alle falde del monte Hermon, nei pressi di Banyas, l’antica Cesarea di Filippo. L’acqua di quei monti alti che si trovano a confine e a protezione della Galilea si accumula e scende a valle dentro di me, generandomi come torrente e come fiume.

Se non accadesse da sempre che gli uomini da me attingono per abbeverarsi e irrigare, scorrerei con abbondanza anche in mezzo al deserto. Ora questa abbondanza si riversa solo in alcuni momenti e giungendo nella valle arida e assolata che scende verso il mar Morto io paio solo come un piccolo segnale di vita in mezzo ad una terra crepata dalla siccità.

La mia importanza non è tanto geologica e naturale, ma piuttosto storica e politica. Io segno il passaggio, il confine, che c’è tra Israele e le nazioni. Io sono quel corso d’acqua che ha sperimentato l’azione straordinaria di Dio, facendo passare il popolo di Israele nell’asciutto, mentre l’acqua costituiva un muro da una parte e dall’altra. In me si è così ripetuto il segno dell’esodo, il passaggio del mare, in una forma più piccola, ma in una realtà più piena: infatti si è compiuta la promessa e il popolo è entrato finalmente nella terra.

Il confine è fatto per essere attraversato e io intendo segnalarlo proprio per renderlo poroso e attraversabile. Tutte le nazioni potranno entrare attraverso di me nella terra promessa, perché la mia acqua non è fatta per portare morte ma vita. Questo è il disegno di giustizia di Dio.

Al culmine della manifestazione della giustizia, nel punto del mio corso in cui Giovanni il Battista aveva scelto di amministrare il suo battesimo, io sono stato testimone di un ulteriore e definitivo passaggio. Colui che si è immerso nelle mie acque, in mezzo ad un popolo in fila per ricevere il battesimo da Giovanni, apparentemente non si distingueva dagli altri. Solo quando è entrato in me ho capito che fin dall’inizio scorrevo solo per Lui, per vivere con Lui il passaggio definitivo dalla morte alla vita. La colomba segnala lo sposo. La voce segnala il Figlio. È Lui il messia che nella sua umanità sposa l’umanità di ogni uomo. È lui che eleva gli uomini ad una nuova vita e ad una nuova dignità: quella dei figli di Dio.

Ora posso finalmente scorrere non più verso il mar Morto, ma verso il mare della vita.

 

 

 

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Don davide Arcangeli

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