Epifania - La stella (Narrazioni bibliche)



Epifania – la stella
Sono stata contemplata dal mago moabita Balaam. Egli mi ha visto spuntare da Giacobbe e mi ha interpretata come uno scettro messianico, un re capace di imporre il suo dominio. Sì, egli mi ha vista, ma non da vicino e non ha saputo cogliere ancora il senso della mia presenza.

Tanti sono i saggi e gli astronomi di corte dei più grandi popoli antichi che mi hanno cercata affannosamente. Se infatti il corso e l’ordine delle stelle del cielo rispecchia un misterioso ordine della storia, allora basta scoprirlo, secondo loro, per capire il presente e il futuro degli uomini. E se una stella nuova spunta improvvisamente, questo cosa significa? Un nuovo re? Un nuovo ordine mondiale? Una nuova provvidenza? Scrutare il cielo vale la pena, se qualcosa degli eventi futuri può essere colto e anticipato, per dare speranza e prospettiva ad un’umanità presa da angosce terrene.

Io sono quella stella nuova che in tanti hanno cercato senza trovare, io sono colei che improvvisamente brilla, per segnalare una speranza ai sapienti che l’attendono con ansia e scrutano i segni dei tempi. Non tutti infatti sono in grado di cogliere e apprezzare la mia luce: bisogna avere occhi per vedermi e cuore allenato a cogliere la consolazione che io porto: cuore e mente in movimento per cogliere i segni dei tempi e sentire l’azione dello Spirito in noi e nel mondo.

I magi sono persone allenate a riconoscere la consolazione spirituale e a distinguerla dalle gioie di passaggio. Non a caso quando, dopo le ultime faticose peregrinazioni alla corte di Erode, in mezzo ad una Gerusalemme profondamente turbata dal loro arrivo, giungono a Betlemme, al vedermi provano una gioia grandissima.

Sono proprio io a donargliela, con il mio potente e delicato sfavillare. Ma non sono io la causa profonda di questa gioia. Io sono soltanto una freccia, un’indicazione, un segno posto nel cielo per guidare gli uomini al re dei Giudei che è nato.

Io offro alla sapienza umana in ricerca un segnale potente per riconoscere il messia giudeo, salvatore di tutti gli uomini. È una sapienza che si fa umile, per entrare nel disegno della sapienza divina e scoprire nel vagito di un bambino la potenza d’amore che cambia la storia.

Seguimi fino alla culla di Betlemme e offri anche tu i tesori della tua umile sapienza al re messia che è nato.

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Don Davide Arcangeli

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