Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Luca 9,51-62
Testo del Vangelo
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
Recita
Filomena Galvani
Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale con chitarra di Gabriele Fabbri
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo
Meditazione
In questo periodo molti di noi preti sono alle prese con campeggi o centri estivi e ci passano tra le mani tanti bambini. Una cosa che mi piace molto dei bambini è quando improvvisano i loro giochi e non avendo, né volendo arbitri adulti, impostano i giochi con poche, chiare e semplici regole. In tutti questi giochi c'è sempre una possibilità di salvataggio, uno spazio entro il quale non possono essere attaccati. Nel gioco del nascondino, ad esempio, questo è emblematico: è la tana. Una volta "tanato" sei salvo!
Poi i bambini crescono e le tane cambiano, ma le dinamiche rimangono le medesime. Da ragazzini costruivamo i nostri rifugi sugli alberi e si entrava solo se conoscevi la parola d'ordine. Poi si diventa adulti e la tana viene convogliata e sublimata nella casa, nella famiglia, nella relazione di amicizia.
Eppure anche da grandi facciamo i conti con le tane. Questa volta non sono più le tane innocenti dei bambini innocenti, ma diventano spesso il nostro scappare da una fatica o da una responsabilità. Costruiamo in questi periodi della vita tane di ogni genere: dalle più virtuali o immaginarie a quelle fattive di relazioni pericolose.
A volte queste tane sono nascoste anche dietro una vocazione spirituale. Per questo Gesù nel Vangelo oggi non fa sconti e a chi si propone ingenuamente come il primo tale incontrato per strada dice chiaramente: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".
E anche per gli altri due non ha parole di incoraggiamento... Tutt'altro!
Se dovessimo prendere questo Vangelo come elemento pubblicitario della vocazione cristiana staremmo freschi…. Fra tutti i personaggi non ce n’è uno che seguirà Gesù, compresi i suoi discepoli, i quali pur essendo già alla Sua sequela, hanno pensieri totalmente contrari al Vangelo. Oggi addirittura aspirano ad improvvisarsi vendicatori spietati che mettono a ferro e fuoco un intero villaggio per il solo fatto che non li ha accolti. Povero Gesù, fare i conti tutti i giorni con questi provetti incendiari integralisti.
Eppure la Chiesa va avanti lo stesso. Oggi lo possiamo dire: non certo per i meriti dei discepoli, ma per la misericordia del Maestro!
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