25 Giugno: Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria (Catechesi dialogata)



Cuore Immacolato di Maria (sabato dopo il Sac.mo Cuore di Gesù) 
Il giorno dopo aver celebrato il Sacratissimo Cuore di Gesù, ecco che la Chiesa festeggia il Cuore Immacolato di Maria.. come mai?
Di entrambe le festività il promotore fu San Giovanni Eudes, fondatore di quella che chiamerà non a caso Congregazione di Gesù e Maria (gli Eudisti). La memoria odierna è da lui celebrata già dal 1643, ma dovrà passare un po’ di tempo perché Roma la approvi, dato che fu solo Pio XII ad estenderla nel 1944 a tutta la Chiesa, in seguito al forte impulso che ebbero le apparizioni di Fatima del 1917. La vicinanza delle due feste è quindi da attribuire sempre al religioso francese, che nei suoi scritti non separò mai i cuori di Gesù e di Maria, colei che, per nove mesi, ha sintonizzato il battito del suo cuore con quello del figlio! 

Cosa si intende per “cuore immacolato”?
Immacolato significa letteralmente “senza macchia”, cioè senza peccato. Dobbiamo allora fare un distinguo tra il nostro cuore e quello di Maria, servendoci soprattutto della tradizione spirituale d’Oriente, la quale ritiene che il pensiero malvagio provenga dall’esterno dell’uomo, da quelli che chiamiamo demoni. Ciò avviene attraverso un processo che si sviluppa in cinque stadi: (1) il male si presenta da prima come una suggestione; (2) prosegue poi con un discorso con la stessa; (3) per arrivare ad una vera e propria lotta; (4) la quale può sfociare nel consenso alla tentazione; (5) infine la passione, che ci schiavizza. Possiamo dire di aver commesso peccato solo al quarto stadio, cioè nel momento in cui abbiamo accordato il nostro consenso. Maria, pur preservata dal peccato d’origine, ha sperimentato i morsi della tentazione, ma non ha mai acconsentito ad essa. Sempre per usare una bella espressione dei cristiani orientali, possiamo dire che la Vergine “uccide il serpente appena questo mostra la testa!”. 

Oggi però la parola “cuore” è un po’ ambigua..
Infatti, evoca unicamente la vita affettiva, tra l’altro in maniera debole, tanto che potremmo dire che il cuore, come organo vitale, è stato ormai sorpassato nella nostra epoca dal cervello, e questo a partire già dall’Illuminismo. Paradigmatico a tal proposito il fatto che, in ambito medico, se fino a qualche tempo fa una persona veniva considerata ufficialmente deceduta dopo l’arresto cardiaco, oggi questo fenomeno non basta più, dovendosi aggiungere ad esso la morte cerebrale. 

Come ne parla invece la Bibbia?
Per l’ebreo il cuore è la parte interna dell’uomo, sede dei sentimenti, dei ricordi e delle idee, ma anche di progetti e decisioni. Nella Scrittura, solo per fare qualche esempio, l’espressione «larghezza del cuore» (1Re 5,9) esprime l’ampiezza del sapere; mentre «dammi il tuo cuore» (Prv 23,26) può tradurre “prestami attenzione”; «cuore indurito» esprime il concetto di mente ottusa; e così via.. Fondamentalmente, però, il cuore è il luogo in cui l’uomo può incontrare sé stesso e soprattutto Dio, aprirsi o chiudersi a Lui. Accettare questa relazione significa «arrischiare il proprio cuore» (Ger 30,21). 

Come può allora il nostro cuore “incontrare” quello di Maria?
Se è vero che il cuore umano è diviso e indurito, è altrettanto vero che Dio nell’Antica Alleanza ci ha promesso un “cuore nuovo” (Ger 32,39; Ez 36,25ss), per donarcelo nel Nuovo Testamento in Gesù. E qui si inserisce la mediazione della Madonna che, «da parte sua – ci dice il Vangelo di Luca – custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19). Interessante il fatto che il verbo, tradotto in italiano con “custodire”, nell’originale greco sia symbàllein, “mettere insieme, unire”, da cui la parola “simbolo”. Viene tradotto anche con “conservare”, nel senso già citato di custodire. 

Ma custodire cosa? Cosa stava succedendo in quel momento nel cuore di Maria?             
La Vergine è l’immagine del credente per eccellenza e, pur conoscendo i fatti riguardanti suo Figlio, annunciati dall’angelo del Signore, non può far a meno di “simboleggiare”, cioè di unire tutto quanto l’Onnipotente ha fatto in lei e tramite lei, grazie al suo «sì», un assenso incondizionato che ora mostra tutta la sua portata, a cominciare dal volto di quel Bambino, che negli anni arriverà a disobbedire ai genitori – come sottolinea il Vangelo che la liturgia ci propone proprio oggi (Lc 2,41-52) – , per fare la volontà del Padre suo. Volontà che lo porterà  sulla croce, proprio sotto gli occhi di quella stessa Madre che, pur sapendo, continuerà a guardare il Figlio e a «custodire tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». 

«O Dio, che hai preparato una degna dimora dello Spirito Santo nel cuore della beata Vergine Maria, per sua intercessione concedi anche a noi, tuoi fedeli, di essere tempio vivo della tua gloria» (Colletta del giorno).   

Recita
Cristian Messina, Patrizia Sensoli

Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale di Gabriele Fabbri

Scarica la nostra App su