Marco 11, 11-25: "Il fico seccato...". (Commento di don Franco Mastrolonardo e i ragazzi del Punto Giovane)



Testo del Vangelo
Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

Meditazione
Questo Vangelo mi pare si divida in quattro parti, in cui si alternano due tematiche precise: il tempio di Gerusalemme e il fico.
Nella prima parte Gesù fa una sorta di perlustrazione, dice: “dopo aver guardato ogni cosa attorno”; nella seconda – siccome aveva fame – vede un albero di fichi e vi si avvicina per sfamarsi, ma “non era la stagione dei fichi”.. quindi lo maledice (!?); nella terza eccolo di nuovo con i suoi nel tempio, in cui scaccia, rovescia e non permette ad alcuni di usare il tempio come scorciatoia, ma ne ribadisce la sua funzione di “casa di preghiera”; infine eccolo di nuovo davanti al fico, maledetto il giorno prima… e anche in questo caso Gesù sottolinea il primato della preghiera: “tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà”.
Il fico, assieme alla vite, è molto importante nella Bibbia: è uno dei frutti caratteristici della terra promessa; quando Dio si adira col suo popolo colpisce fichi e vigne; star seduti sotto questa pianta è immagine di pace concessa all’uomo; Adamo ed Eva, poi, ne usano le foglie per coprirsi dopo essersi accorti che “erano nudi”..
L’allusione in questo Vangelo è tuttavia al popolo d’Israele che, come il fico, non ha portato frutti.. e Gesù lo condanna duramente! Già, lo condanna: ribalta il tempio e maledice, cioè dice male del fico!
Il Vangelo si chiude però con un triplice invito: FEDE-PREGHIERA-PERDONO. Ovvero: se avremo FEDE potremmo PREGARE il Padre sicuri che quanto chiederemo ci verrà concesso. Ma prima di farlo PERDONIAMO coloro “contro” i quali abbiamo qualcosa. E qualcuno da perdonare o da cui lasciarsi perdonare stiamo certi che c’è sempre, se non altro, almeno noi stessi.

Recita
Simona Mulazzani

Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale con chitarra di Gabriele Fabbri

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo, Cristian Messina. Recita don Franco Mastrolonardo

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