Testo del libretto
Evangelist
Petrus aber saß draußen im Palast; und
es trat zu ihm eine Magd und sprach:
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse:
Magd
Und du warest auch mit dem Jesu aus Galiläa
Anche tu eri con Gesù il Galileo.
Evangelist
Er leugnete aber vor ihnen allen und sprach:
Ed egli negò davanti a tutti e disse:
Petrus
Ich weiß nicht, was du sagest.
Non capisco che cosa tu voglia dire.
Evangelist
Als er aber zur Tür hinausging, sahe ihn eine andere und sprach zu denen, die da waren:
Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva, e disse ai presenti:
Magd
Dieser war auch mit dem Jesu von Nazareth.
Costui era con Gesù, il Nazareno.
Evangelist
Und er leugnete abermal und schwur dazu:
Ma egli negò di nuovo, giurando:
Petrus
Ich kenne des Menschen nicht.
Non conosco quell'uomo.
Evangelist
Und über eine kleine Weile traten hinzu, die da stunden, und sprachen zu Petro: Wahrlich, du bist auch einer von denen; denn deine Sprache verrät dich.
Dopo un poco i presenti gli si accostarono, e dissero a Pietro: Certo, anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce.
Evangelist
Da hub er an, sich zu verfluchen und zu schwören:
Allora egli cominciò a imprecare e a giurare:
Petrus
Ich kenne des Menschen nicht.
Non conosco quell'uomo.
Evangelist
Und alsbald krähete der Hahn. Da dachte Petrus an die Worte Jesu, da er zu ihm sagte: Ehe der Hahn krähen wird, wirst du mich dreimal verleugnen. Und ging heraus und weinete bitterlich.
E subito il gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito all'aperto, pianse amaramente.
Erbarme dich,
Mein Gott, um meiner Zähren willen! Schaue hier,
Herz und Auge weint vor dir Bitterlich.
Traduzione
Evangelista
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse:
Prima serva
Anche tu eri con Gesù il Galileo.
Evangelista
Ed egli negò davanti a tutti e disse:
Pietro
Non capisco che cosa tu voglia dire.
Evangelista
Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva,
e disse ai presenti:
Seconda serva
Costui era con Gesù, il Nazareno.
Evangelista
Ma egli negò di nuovo, giurando:
Pietro
Non conosco quell'uomo.
Evangelista
Dopo un poco i presenti gli si accostarono, e dissero a Pietro: Certo, anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce.
Evangelista
Allora egli cominciò a imprecare e a giurare:
Pietro
Non conosco quell'uomo!
Evangelista
E subito il gallo cantò.
E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito all'aperto, pianse amaramente.
Abbi pietà di me, Signore,
per amore del mio pianto; guarda il mio cuore e gli occhi che piangono amaramente. abbi pietà di me!
Autore
Johann Sebastian Bach. Passione secondo Matteo. Erbarme dich. Diritti Creative Commons.
Libretto
Picander
Canto
Coro Pueri Cantores del Veneto, coro di voci bianche. Diritti Creative Commons
Immagine
Sorelle clarisse di Sant'Agata Feltria
Meditazione musicale
Siamo nel cortile del palazzo. Una serva si avvicina a Pietro e lo accusa di essere discepolo di Gesù. Pietro nega. Subito un gallo canta. Nella Passione di Bach uno squillo onomatopeico è presente sulle parole che ricordano il canto del gallo. Questo motivo non era presente nel corso del primo racconto, ma solo ora quando Pietro ricorda quelle parole di Gesù. Nelle chiese protestanti sono famosi i campanili con il gallo, proprio a ricordarci il nostro peccato.
Ma è sul pianto di Pietro che Bach insiste con un lungo melisma sulla parola weinete (pianse).
Di seguito l’aria “Erbarme dich”, una delle più belle della Passione, va a dare rilievo spirituale al pianto di Pietro. Il basso continuo fornisce una base costante e ininterrotta, ma non monotona, mentre il violino e la voce raggiungono un grado di interazione e di integrazione eccezionali.
Il ruolo di protagonista tematico è dato da un motivo puntato, che il violino solista presenta fin dalla prima battuta e che poi nella voce caratterizza le parole-chiave del brano: erbarme (muoviti a pietà) e Zahren (lacrime).
E’ un motivo che suggerisce idee diverse: danzante, sussurrato, supplichevole. L’aria non esprime affetti ed effetti mutevoli o contrastanti, ma mantiene sempre una dolce continuità.
Erbarme dich dice un movimento di Dio verso il peccatore, non è un verbo statico, non è semplicemente un Signore pietà. E' interessante notare che nel verbo tedesco "erbarmen" troviamo la stessa radice del verbo "umarmen" (abbracciare): il peccato di Pietro è già dentro un abbraccio di misericordia.
Meditazione sul pianto di Pietro
Per entrare nel dramma di Pietro andiamo ad esaminare i due binari su cui ci muoveremo. Da una parte il genere narrativo musicale delle Passioni, dall’altra il tema delle lacrime.
Le Passioni
La Passione di Gesù é sempre stata la favorita fra le letture del Vangelo. Sant’Agostino diceva che "Vale più una sola lacrima sparsa meditando sulla Passione di Cristo, che un pellegrinaggio sino a Gerusalemme ed un anno di digiuno a pane ed acqua". Le emozioni che suscita la Passione hanno fatto in modo che fosse stata la lettura che ha smosso il contesto liturgico. Già dal 1200, benché la lingua delle Passioni fosse circoscritta al Latino, lingua ufficiale della liturgia, si raccomandava che non tutta la passione venisse letta con lo stesso tono, ma le parole di Cristo venissero rese con un tono più dolce, quelle dell’evangelista con voce normale e quella degli “ampissimi giudei” (cioè della folla) con grida ed asprezza. Il tutto doveva essere letto da una sola persona. Ovviamente la lettura del Vangelo era proprietà dei chierici e non c'era laico che potesse proclamarla Oggi siamo un passo avanti. Ma perchè Lal liturgia si è mossa dando il permesso di più lettori?
Chi muove questa prospettiva liturgica è il popolo che nelle manifestazioni sacre o paraliturgie improvvisava teatralmente la Passione di Gesù. Anzi le rappresentazioni cominciavano a venire portate in strada coinvolgendo emotivamente il popolo. A Roma all’oratorio del Gonfalone ogni anno i “poveracci" che impersonificavano Giuda, Pilato e i soldati romani rischiavano ogni volta di essere linciati dal pubblico che non distingueva tra l’interprete e il personaggio. Così la chiesa Cattolica vieta manifestazioni in strada della Passione.
La chiesa protestante invece trova la soluzione più equilibrata portare a sacralità il canto nella liturgia trasformano la Passione in un concerto sacro. La fortuna dei luterani é stata quella di avere tra le loro fila un certo John Sebastiano Bach.
Ma ciò che muore da una parte rinasce dall’altra. Così le Passioni liturgiche assumono vesti nuove. Si aggiungono voci e volti all’unica interpretazione e la chiesa protestante da il via libera alla lingua tedesca che sostituisce il liturgico latino.
Si diffonde la “Passione Oratorio” dove oltre il recitativo, cioè il racconto evangelico vengono inserite arie e cori di commento, riprese da testi liberamente ispirati.
Nella Passione secondo Matteo, unanimemente considerata il capolavoro del genere della Passione, i testi liberi non provengono da una pluralità di fonti, ma sono tutti dello stesso autore: Christian Friederich Henrici, detto Picander. Questi lavorava con Bach, un po come Mogol e Battisti, ovviamente con le debite distanze.
La prima esecuzione della Passione secondo Matteo avvenne nella Chiesa di san Tommaso nel venerdì santo del 1727. Questa chiesa fu scelta da Bach per il doppio complesso corale, cioè disponeva di due tribune per il coro e gli dava modo di ottenere effetti insoliti che oggi chiameremmo stereofonici. Gli servì sopratutto per il primo brano dove i due cori giocano sulla domanda e la risposta circa la identità del Messia condannato a morte.
Un commerciante che era in Lipsia per i suoi affari il venerdì 11 aprile 1727 scrisse una lettera alla moglie . " Ho chiesto la chiesa più vicina e mi hanno mandato a San Tommaso. All'interno c'era un uomo che che era molto affaccendato nell' organizzare un'orchestra e un coro . Qualcuno mi ha detto che era Herr Bach, il kappelmaister. Poi la messa è iniziata e ti posso giurare, amata moglie, che la sua musica mi ha innalzato al cielo. non ho mai mai sentito una musica così stupefacente . ho voluto assistere alla messa del Venerdì Santo, ma mi sono ritrovato in cielo "
Le lacrime
Per i padri esicasti le lacrime vere non sono semplicemente: sensibilità caratteriale o commozione psicologica ma sono: visita dello Spirito Santo, segno che il cuore è toccato da Dio
Isacco il Siro dice in questa linea:
“Quando il cuore riceve la grazia dello Spirito, gli occhi iniziano a versare lacrime”.
Per questo Nilo Asceta raccomanda:
“Prega innanzitutto per ottenere le lacrime, per ammorbidire col lutto la durezza che è nella tua anima”
Il santo non piange perché “non è ancora a posto” piange perché, proprio mentre ama Dio, sente quanto è grande la distanza tra l’Amore di Dio e la sua risposta.
Le lacrime diventano allora: custodia dell’umiltà e protezione contro l’orgoglio spirituale
Così scrive Enzo Bianchi: Sì, le lacrime sono parole, linguaggio non verbale, sono una forma di comunicazione con gli altri: a volte richiesta di attenzione, altre volte espressione della propria fragilità; talora, nella solitudine, sono linguaggio del cuore per parlare a noi stessi! Perché le lacrime sono eloquenti, sempre. Purtroppo la nostra epoca soffre della patologia degli "occhi asciutti", alcune volte non si sa piangere, anzi si disprezzano le lacrime, e le si respinge con una durezza che è innanzitutto durezza del cuore, sklerokardía.
C’è una cosa molto interessante che racconta la pedagogista Daniela Lucangeli: le lacrime non sono tutte uguali. La scienza infatti distingue diversi tipi di lacrime. Ci sono le lacrime basali, che l’occhio produce continuamente per mantenerlo umido e proteggerlo. Poi ci sono le lacrime riflesse, quelle che vengono quando tagliamo una cipolla o quando qualcosa irrita l’occhio: servono semplicemente a pulirlo.
Ma esistono anche le lacrime emotive, quelle che nascono da un’emozione forte: il dolore, la commozione, la gioia profonda. Ed è interessante sapere che queste lacrime hanno una composizione chimica diversa dalle altre. Contengono più sostanze legate allo stress e alle emozioni. Per questo, quando piangiamo, spesso dopo sentiamo una specie di sollievo: è come se il corpo si liberasse di una tensione interiore.
Lucangeli dice una cosa molto bella: le lacrime sono una forma di intelligenza del corpo. Non sono solo segno di fragilità. Sono un modo con cui il nostro organismo cerca di ritrovare equilibrio.
Se pensiamo alla musica di Bach, questo diventa ancora più suggestivo.
Nell’aria “Erbarme dich” della St Matthew Passion di Johann Sebastian Bach, Bach prova a farci sentire il pianto di Pietro dopo aver rinnegato Gesù.
Il Vangelo dice solo: “uscì fuori e pianse amaramente”. Ma Bach prende quel pianto e lo trasforma in musica: il violino sembra una lacrima che scende, la voce si allunga
È come se la musica ci facesse ascoltare non solo il pentimento di Pietro, ma anche qualcosa di profondamente umano: quel momento in cui il cuore si spezza… e le lacrime diventano una preghiera.
Evangelist
Petrus aber saß draußen im Palast; und
es trat zu ihm eine Magd und sprach:
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse:
Pietro segue Gesù si inserisce nella sua passione, vuole capire il processo.. Gesù è solo davanti a Caifa il sommo sacerdote. Ma quella di Pietro è una solitudine che non può sostenere. Gesù sta in piedi davanti a Caifa, Pietro sta seduto.
Il verbo ἐκάθητο (ekáthēto) viene dal verbo κάθημαι (kathēmai) = stare seduto, sedere. tempo: imperfetto. Il verbo greco κάθημαι (kathēmai) è al imperfetto un’azione durativa, di situazione che continua nel tempo. Come se deve succedere ancora qualcosa. L’aoristo è una fotografia qualcosa che è avvenuta e qualcosa si è realizzato li. L’imperfetto continua. L’aoristo è una foto scattata, l’imperfetto è un video in azione.
Questa solitudine Bach la descrive musicalmente. Ancora una volta, con musica in una tonalità con diesis, l’Evangelista inizia la storia del rinnegamento di Pietro su un La alto – segnalando così che gli eventi a venire saranno colmi di tensione. La stessa nota è usata per le parole emotive successive in questa storia: leugnete (rinsaldi), schwören (giurare) e krähete (cantò).
Magd
Und du warest auch mit dem Jesu aus Galiläa
Anche tu eri con Gesù il Galileo.
Evangelist
Er leugnete aber vor ihnen allen und sprach:
Ed egli negò davanti a tutti e disse:
Petrus
Ich weiß nicht, was du sagest.
Non capisco che cosa tu voglia dire.
Evangelist
Als er aber zur Tür hinausging, sahe ihn eine andere und sprach zu denen, die da waren:
Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva, e disse ai presenti:
Magd
Dieser war auch mit dem Jesu von Nazareth.
Costui era con Gesù, il Nazareno.
Evangelist
Und er leugnete abermal und schwur dazu:
Ma egli negò di nuovo, giurando:
Petrus
Ich kenne des Menschen nicht.
Non conosco quell'uomo.
Evangelist
Und über eine kleine Weile traten hinzu, die da stunden, und sprachen zu Petro: Wahrlich, du bist auch einer von denen; denn deine Sprache verrät dich.
Dopo un poco i presenti gli si accostarono, e dissero a Pietro: Certo, anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce.
Sprache verrät dich”: i servi riconoscono Pietro non solo dal suo aspetto, ma dal suo accento galileo, dialetto ruvido e riconoscibile rispetto all’ebraico colto di Gerusalemme. È il momento in cui la sua identità “scappa fuori” dalla sua voce, malgrado il giuramento.
Bach musicizza questa frase con un coro turba (i servi) che entra improvvisamente, con intervalli stretti e ritmo concitato, come un capannello che si stringe attorno a Pietro. Il movimento orchestrato è come la folla che in seguito griderà "crocifiglilo!" Anche noi troviamo un tale indignazione orchestrata sui giornali e nei media e sui nostri feed di Facebook.
Evangelist
Da hub er an, sich zu verfluchen und zu schwören:
Allora egli cominciò a imprecare e a giurare:
Petrus
Ich kenne des Menschen nicht.
Non conosco quell’uomo.
A questo punto della terza negazione, la voce di Peter, un basso, diventa disperata e declamatoria. Le sue parole ich kenne des Menschen nicht (non conosco quest'uomo) sono pronunciate come una scala discendente di 6 note, e subito dopo l'evangelista, imitando la scala di Pietro, ci dice che un gallo ha cantato.
Evangelist
Und alsbald krähete der Hahn. Da dachte Petrus an die Worte Jesu, da er zu ihm sagte: Ehe der Hahn krähen wird, wirst du mich dreimal verleugnen. Und ging heraus und weinete bitterlich.
E subito il gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito all'aperto, pianse amaramente.
Per la frase finale, Und ging heraus (E uscì fuori: ἐξελθών aoristo), la linea melodica sale ancora più in alto, fino a un Si – il bordo estremo del registro vocale del tenore e la nota più lontana dal suo centro. Questa è l’unica volta in cui Bach usa questa nota per l’Evangelista e sta qui come metafora dell’isolamento e della solitudine di Pietro.
Sulla frase finale “Und ging heraus und weinete bitterlich” la linea dell’Evangelista si distende in un melisma lungo su “weinete”: inizio con movimento discendente, che suggerisce il crollo e la discesa nel pianto; poi un salto verso l’acuto, come un singhiozzo che rompe la gola; infine la risoluzione più breve su “bitterlich”, che chiude come un sospiro strozzato.
Quel Si, al limite del registro del tenore evangelista può essere interpretato come segno dell’“estremo”: Pietro è portato al limite di sé, e l’Evangelista ne assume lo sforzo nella sua voce.
E’ il tradimento. Ma è anche il perdono.
Pietro è solo nella vergogna e nella sconfitta. Ovviamente ha tradito Gesù. Ma ha anche tradito se stesso e il suo coraggio. Il tradimento più difficile da riconoscere e da sopportare è il nostro. È per questo che così spesso lo schiviamo. Ma a volte non può essere negato. Il gallo canta, le squame cadono dai nostri occhi, siamo esposti per caso o circostanze, e vediamo la nostra umiliazione. Non siamo chi pensavamo di essere. Questa è una ferita profonda, che penetra in profondità quanto la nostra anima. Ci taglia perdere dal nostro autoinganno e orgoglio. E piangiamo amaramente. La corsa acuta e oscillante delle note alle ultime due parole della nostra sezione, "weinete bitterlich", ci dà questa sensazione di desolazione dell’autotradimento.
E qui sta il pericolo. La vergogna ci porta a nasconderci. Ci ritiriamo, non vogliamo che la nostra ferita sia così esposta agli altri. Anche Peter si è nascosto. Ci sono molte scene successive, ma Peter non è in nessuna di esse. Ci sono anche alcuni coraggiosi discepoli alla croce, ma non Pietro.
- Pietro non è un traditore “di professione”: è uno che ama davvero Gesù, ma scopre la sua fragilità. Il suo pianto però non è solo vergogna: è l’inizio di una storia nuova.
- I padri esicasti parlavano di Penthos, un lutto spirituale, compunzione: dolore per il peccato, ma dentro una grande fiducia nella misericordia. Non è tristezza psicologica, ma “tristezza secondo Dio” che porta alla conversione.
- Pietro non piange perché “è un disastro”, ma perché ha ferito un Amore che lo guarda ancora con fiducia. Il suo pianto è penthos: dolore vero, ma dentro una relazione che non è spezzata. Erbarme è simile al verbo "Abbracciare" in tedesco”umarmen.
- Riprendendo Giovanni Climaco (Scala del Paradiso) le lacrime sono come un “secondo battesimo”. Il suo pianto è come un nuovo inizio: non cancella la storia, ma la purifica. Non è un pianto che chiude, è un pianto che apre.
Evangelist
Petrus aber saß draußen im Palast; und
es trat zu ihm eine Magd und sprach:
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse:
Magd
Und du warest auch mit dem Jesu aus Galiläa
Anche tu eri con Gesù il Galileo.
Evangelist
Er leugnete aber vor ihnen allen und sprach:
Ed egli negò davanti a tutti e disse:
Petrus
Ich weiß nicht, was du sagest.
Non capisco che cosa tu voglia dire.
Evangelist
Als er aber zur Tür hinausging, sahe ihn eine andere und sprach zu denen, die da waren:
Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva, e disse ai presenti:
Magd
Dieser war auch mit dem Jesu von Nazareth.
Costui era con Gesù, il Nazareno.
Evangelist
Und er leugnete abermal und schwur dazu:
Ma egli negò di nuovo, giurando:
Petrus
Ich kenne des Menschen nicht.
Non conosco quell'uomo.
Evangelist
Und über eine kleine Weile traten hinzu, die da stunden, und sprachen zu Petro: Wahrlich, du bist auch einer von denen; denn deine Sprache verrät dich.
Dopo un poco i presenti gli si accostarono, e dissero a Pietro: Certo, anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce.
Evangelist
Da hub er an, sich zu verfluchen und zu schwören:
Allora egli cominciò a imprecare e a giurare:
Petrus
Ich kenne des Menschen nicht.
Non conosco quell'uomo.
Evangelist
Und alsbald krähete der Hahn. Da dachte Petrus an die Worte Jesu, da er zu ihm sagte: Ehe der Hahn krähen wird, wirst du mich dreimal verleugnen. Und ging heraus und weinete bitterlich.
E subito il gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito all'aperto, pianse amaramente.
Domande per la riflessione
•Se tu fossi stato nel cortile quella notte, avresti difeso Gesù… o avresti fatto come Pietro?
•E’ più facile tradire Gesù per cattiveria o per paura?
•Perché Pietro, che poche ore prima diceva “darò la vita per te”, dopo dice: “Non lo conosco”? Hai vissuto queste “altalene” di fede?
•Ti è mai capitato di dire o fare qualcosa solo perché avevi paura di quello che pensavano gli altri?
•Secondo te oggi è più difficile credere in Gesù o dirlo agli altri?
•Qual è la forma più comune di “rinnegare Gesù” oggi?
•Se qualcuno guardasse la tu vita, capirebbe che sei amico di Gesù?
•Secondo te Pietro è un vigliacco… oppure uno simile a te?
-“Quando nella mia vita ho fatto esperienza di un ‘canto del gallo’, cioè di un momento in cui ho visto con chiarezza il mio limite?”
Meditazione musicale
Siamo nel cortile del palazzo. Una serva si avvicina a Pietro e lo accusa di essere discepolo di Gesù. Pietro nega. Subito un gallo canta. Nella Passione di Bach uno squillo onomatopeico è presente sulle parole che ricordano il canto del gallo. Questo motivo non era presente nel corso del primo racconto, ma solo ora quando Pietro ricorda quelle parole di Gesù. Nelle chiese protestanti sono famosi i campanili con il gallo, proprio a ricordarci il nostro peccato.
Ma è sul pianto di Pietro che Bach insiste con un lungo melisma sulla parola weinete (pianse).
Di seguito l’aria “Erbarme dich”, una delle più belle della Passione, va a dare rilievo spirituale al pianto di Pietro. Il basso continuo fornisce una base costante e ininterrotta, ma non monotona, mentre il violino e la voce raggiungono un grado di interazione e di integrazione eccezionali.
Il ruolo di protagonista tematico è dato da un motivo puntato, che il violino solista presenta fin dalla prima battuta e che poi nella voce caratterizza le parole-chiave del brano: erbarme (muoviti a pietà) e Zahren (lacrime).
E’ un motivo che suggerisce idee diverse: danzante, sussurrato, supplichevole. L’aria non esprime affetti ed effetti mutevoli o contrastanti, ma mantiene sempre una dolce continuità.
Erbarme dich dice un movimento di Dio verso il peccatore, non è un verbo statico, non è semplicemente un Signore pietà. E' interessante notare che nel verbo tedesco "erbarmen" troviamo la stessa radice del verbo "umarmen" (abbracciare): il peccato di Pietro è già dentro un abbraccio di misericordia.
Autore
Johann Sebastian Bach. Passione secondo Matteo. Erbarme dich. Diritti Creative Commons.
Libretto
Picander
Canto
Coro Pueri Cantores del Veneto, coro di voci bianche. Diritti Creative Commons
Immagine
Sorelle clarisse di Sant'Agata Feltria
Testo del libretto
Evangelist
Petrus aber saß draußen im Palast; und
es trat zu ihm eine Magd und sprach: .
Magd
Und du warest auch mit dem Jesu aus Galiläa
Evangelist
Er leugnete aber vor ihnen allen und sprach:
Petrus
Ich weiß nicht, was du sagest.
Evangelist
Als er aber zur Tür hinausging, sahe ihn eine andere und sprach zu denen,
die da waren:
Magd
Dieser war auch mit dem Jesu von Nazareth.
Evangelist
Und er leugnete abermal und schwur dazu:
Petrus
Ich kenne des Menschen nicht.
Evangelist
Und über eine kleine Weile traten hinzu, die da stunden,
und sprachen zu Petro:
Wahrlich, du bist auch einer von denen; denn deine Sprache verrät dich.
Evangelist
Da hub er an, sich zu verfluchen und zu schwören:
Petrus
Ich kenne des Menschen nicht.
Evangelist
Und alsbald krähete der Hahn. Da dachte Petrus an die Worte Jesu, da er zu ihm sagte: Ehe der Hahn krähen wird, wirst du mich dreimal verleugnen.
Und ging heraus und weinete bitterlich.
Erbarme dich,
Mein Gott, um meiner Zähren willen! Schaue hier,
Herz und Auge weint vor dir Bitterlich.
Traduzione
Evangelista
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse:
Prima serva
Anche tu eri con Gesù il Galileo.
Evangelista
Ed egli negò davanti a tutti e disse:
Pietro
Non capisco che cosa tu voglia dire.
Evangelista
Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva,
e disse ai presenti:
Seconda serva
Costui era con Gesù, il Nazareno.
Evangelista
Ma egli negò di nuovo, giurando:
Pietro
Non conosco quell'uomo.
Evangelista
Dopo un poco i presenti gli si accostarono, e dissero a Pietro: Certo, anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce.
Evangelista
Allora egli cominciò a imprecare e a giurare:
Pietro
Non conosco quell'uomo!
Evangelista
E subito il gallo cantò.
E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito all'aperto, pianse amaramente.
Abbi pietà di me, Signore,
per amore del mio pianto; guarda il mio cuore e gli occhi che piangono amaramente. abbi pietà di me!