La Novena ad Alberto Marvelli

Su Pregaudio una nuova novena a ottant’anni dalla morte del giovane beato riminese

Ci sono santi che si conoscono attraverso un libro e altri che, quasi senza accorgersene, entrano nella vita come amici. Per il Punto Giovane di Riccione, Alberto Marvelli appartiene decisamente a questa seconda categoria.

A ottant’anni dalla sua morte, Pregaudio dedica al giovane beato riminese una Novena, pensata soprattutto per farlo incontrare a chi ancora lo conosce poco e, nello stesso tempo, per restituire qualcosa della freschezza e dell’attualità della sua esperienza cristiana.

Voci giovani per raccontare un giovane

Ad accompagnare la novena sono Simone e Lucia, due giovanissimi, insieme a Sara Urbinati, voce ormai collaudata e familiare agli ascoltatori di Pregaudio. È quasi un passaggio di testimone: Alberto era giovane, parlava ai giovani e continua ad avere qualcosa da dire alle nuove generazioni.

Anche la musica lega questa novena alla storia recente della Chiesa riminese. Il sottofondo proviene infatti dalla Messa celebrata con il Papa a Rimini, cantata e suonata da oltre ottocento tra cantori e orchestrali.

La novena accoglie inoltre alcune testimonianze tratte dal documentario di Icaro Play dedicato ad Alberto Marvelli, che in occasione degli ottant’anni dalla morte è stato reso gratuitamente disponibile. Un lavoro realizzato alcuni anni fa e pensato soprattutto per chi conosce poco Alberto, ma che conserva anche passaggi preziosi: vi compaiono alcuni suoi vecchi amici e testimoni che oggi non sono più tra noi. Rivederne i volti e riascoltarne le parole significa aprire una finestra sulla Rimini nella quale Alberto è vissuto.

Un’amicizia cominciata nel 1998

Per il Punto Giovane, però, questa novena ha radici lontane.

L’amicizia con Alberto comincia nel 1998, quando il Punto Giovane stava muovendo i suoi primi passi. Fu don Fausto Lanfranchi a lanciare una provocazione: «Dato che avete messo in piedi tante iniziative con il Punto Giovane, perché non fate qualcosa per sensibilizzare i giovani alla figura di Alberto Marvelli?»

Da quella domanda nacque qualcosa che andò molto oltre una serie di iniziative.

Ci accorgemmo che i santi non si possono soltanto raccontare: bisogna farli incontrare. È ciò che provammo a fare con Alberto. E i ragazzi cominciarono a sentirlo talmente vicino da “eleggerlo” affettuosamente compatrono del Punto Giovane, accanto a san Giuseppe che, essendo il papà di Gesù, godeva comprensibilmente di una certa inamovibilità!

Con i ragazzi del teatro nacque lo spettacolo “Alberto raccontato dai giovani ai giovani”; alcuni studenti realizzarono scene cinematografiche nei luoghi legati alla sua vita; con il coro venne preparata una veglia di preghiera, poi registrata in studio e diventata il primo CD musicale del Punto Giovane.

Musica, teatro, cinema e preghiera: linguaggi diversi per permettere ai giovani di incontrare un giovane cristiano che aveva preso sul serio il Vangelo senza smettere di amare la bicicletta, gli amici, lo studio, l’impegno sociale e la propria città.

Da Alberto, sulla strada dei santi

Quell’incontro lasciò un segno profondo. Fu anche grazie ad Alberto che al Punto Giovane nacque il desiderio di conoscere altri testimoni della fede: Chiara Luce Badano, Santa Scorese, don Pino Puglisi e tanti altri. E dal 2003 prese forma una tradizione che continua ancora oggi: partire a settembre e mettersi in cammino verso i luoghi e le tombe di uomini e donne che hanno vissuto radicalmente il Vangelo.

Poi venne la beatificazione a Loreto, alla quale il Punto Giovane partecipò numeroso, e arrivò anche una reliquia di Alberto: una delle prime quindici reliquie ufficiali consegnate dal vescovo Mariano De Nicolò alle realtà diocesane particolarmente legate alla sua figura. Ancora oggi è custodita nella cappellina del Punto Giovane.

Negli ultimi anni questa amicizia ha trovato anche una forma artistica nella chiesa di San Giuseppe, dove è stata allestita una mostra dedicata ad Alberto: immagini della sua vita inserite in cornici dorate, realizzate e dipinte da Massimiliano Innocentini, quasi a trasformare la chiesa in un racconto per immagini.

E poi arrivò una casa

Ma c’è un episodio che forse racconta più di ogni altro quanto il rapporto con Alberto sia diventato, negli anni, qualcosa di familiare.

Il Punto Giovane cresceva e la vecchia casa non bastava più. C’era la possibilità, allora ancora molto remota, di ricevere in dono un terreno di proprietà delle suore Dorotee sul quale costruire una nuova sede.

Decidemmo semplicemente di affidare quella necessità anche all’intercessione di Alberto Marvelli.

E il regalo arrivò.

Arrivò il terreno. E, in seguito, arrivarono anche le risorse necessarie per costruire quella casa che oggi accoglie ragazzi, giovani, educatori e tante esperienze del Punto Giovane.

Da quel momento Alberto è entrato ancora più profondamente nella preghiera quotidiana della casa. Ogni sera, prima di addormentarci, dopo l’affettuoso affidamento a Maria, al Punto Giovane concludiamo con una semplice invocazione:

«Alberto Marvelli, prega per noi».

Una novena, quasi trent’anni dopo

E forse è proprio qui che si comprende il senso della nuova Novena di Pregaudio.

Alla fine degli anni Novanta c’erano il teatro, il cinema girato dai ragazzi, la veglia e il CD. Oggi ci sono lo smartphone, le cuffie e l’audio digitale.

Cambiano gli strumenti, non cambia l’intuizione: non parlare semplicemente di Alberto ai giovani, ma creare le condizioni perché possano incontrarlo.

Le voci di Simone, Lucia e Sara; la musica della celebrazione con il Papa; le testimonianze di chi Alberto lo ha conosciuto: tutto confluisce in nove giorni di ascolto e di preghiera.

Ottant’anni dopo la sua morte, Alberto continua così a parlare a una nuova generazione.

O, forse, usando l’immagine che più di tutte lo rappresenta, continua a pedalare accanto ai giovani.

E questa novena di Pregaudio vuole essere semplicemente un altro tratto di strada percorso insieme a lui.

Così secondo me è anche più equilibrato: la casa non è un dettaglio storico, ma diventa la prova concreta di quell’“amicizia con Alberto” annunciata all’inizio. E l’invocazione serale prepara molto bene il passaggio finale alla novena.

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